Biancaneve secondo Tarsem. La riscrittura di una diva

Il segno distintivo di Julia Roberts è il sorriso. Grazie ad esso l’attrice è diventata famosa, e su questo valore estetico distintivo ha costruito la sua immagine hollywoodiana. Superati i quarant’anni, intelligentemente la Roberts sceglie un ruolo che le permette di giocare su questo suo tratto iconico fondamentale e, nel film “Biancaneve” di Tarsem, sovrappone la celebre risata al ghigno, qui ironico e beffardo, della regina cattiva.

Sono molti gli elementi che entrano in gioco nella rilettura di una delle più note fiabe dei fratelli Grimm (uno dei nani-briganti porta il loro nome in un esplicito omaggio); nella pellicola è presente una suggestione psicoanalitica, nell’alter ego della regina che si riflette nell’immagine dello specchio magico, ci sono diversi rimandi all’universo fiabesco disneyano tout court, con omaggi dichiarati (“Robin Hood”) o più sommessamente suggeriti (la festa di nozze in stile “Alice nel paese delle meraviglie”) ed un’ormai quasi scontata rilettura femminista che vede Biancaneve salvare il bel principe da un incantesimo che lo ha asservito ai capricci dell’avida matrigna.

L’operazione di destrutturazione della celebre storia è interessante, ma riesce solamente in parte: la sceneggiatura gioca su molte suggestioni ma non è abbastanza sfacciata da approfondirne nessuna, alcuni siparietti comici rallentano la narrazione e finiscono con il risultare superflui. Eppure certi spunti avrebbero meritato maggior coraggio, su tutti un’interessante chiave di lettura di grande attualità: il popolo accetta le tasse soffocanti della regina perché con gli onerosi tributi la sovrana sarà in grado di difendere i confini del reame da un fantomatico mostro (lo spettro del definitivo default?), in realtà da lei stessa manovrato.

Il farsesco universo portato in scena in “Biancaneve” è comunque divertente quanto l’aspetto della sua protagonista Lily Collins, che aggiunge al necessario candore del suo personaggio una connotazione farsesca a partire dagli insoliti tratti del volto. Menzione di merito per i titoli di coda: vedere una delle più celebri principesse delle fiabe che danza in stile Bollywood è davvero un bel lieto fine.

Marco Moraschinelli

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