Alessandro Roja, il fascino discreto di un “Dandi”

Basta andare al cinema e soffermarsi sui trailer per capire che Alessandro Roja in questo momento è uno dei volti più richiesti dai nostri registi e che la sua carriera cinematografica è giunta, probabilmente, ad una svolta. Nelle sale con tre film in contemporanea, l’attore romano, classe 1978, con discrezione e per gradi, sta iniziando a lavorare senza sosta e, soprattutto, sta collaborando con registi e colleghi di altissimo livello. Il percorso di Roja è un percorso simile a quello di tanti altri: studia recitazione presso la Scuola Nazionale di Cinema e, in seguito, comincia a recitare piccoli ruoli in fiction e film. Nel 2008 la grande occasione: Stefano Sollima lo sceglie per dare il volto al Dandi di “Romanzo Criminale”.

Una scelta felice, vista la metamorfosi che il personaggio vive nel corso della prima stagione di questa fortunata serie. Quel che colpisce di Roja è, infatti, un’espressività complessa fatta di lineamenti duri, sguardi sinceri e sorriso scanzonato. Il Dandi, piccolo criminale di borgata, vive un continuo contrasto fra violenza e buoni sentimenti, tra ambizione e paure che, nel corso delle puntate, vedono la vittoria definitiva della corruzione e dell’avidità. La bellezza del personaggio e il mix tra crudezza e sensibilità sono ben espressi dal volto e dalla voce dell’attore romano: nel corso delle puntate, si incattivirà anche nell’aspetto, oltre che nei sentimenti, forse a discapito di quell’interessante contrasto così ben rappresentato dal suo aspetto. Il successo della serie e la forza del personaggio avrebbero potuto distruggere le ambizioni dell’attore, come, spesso, è accaduto ad altri colleghi emergenti, vittime di ruoli troppo caratteristici, interpretati in una fase iniziale della propria carriera.

“Romanzo Criminale”, invece, sembra aver rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio per Alessandro Roja, che, negli ultimi tempi, si sta dedicando a ruoli nettamente contrapposti a quello del criminale “d’epoca”. Dopo il successo televisivo, infatti, ha continuato a lavorare e, attualmente, è sugli schermi in film molto diversi tra loro per genere e stile (“Magnifica presenza” di Ferzan Ozpetek, “I più grandi di tutti” di Carlo Virzì e “Diaz” di Daniele Vicari). Il fatto di essere stato scelto per tre ruoli così lontani per tipologia ed importanza, dimostra, ancora una volta, come un volto così interessante – non oggettivamente bello, ma particolare e multiforme – possa anche rappresentare un valore aggiunto.

Michela Calabrese

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