Più diva che supereroina, Scarlett in The Avengers

L’angolo di Michele Anselmi | Pubblicato su Il Secolo XIX

Magari è il caso che Scarlett Johansson si dia una calmata. A fare la diva capricciosa si finisce col risultare antipatica, anche poco credibile. Già a Venezia 2006 si fece attendere un’ora sul tappeto rosso, la sera dell’inaugurazione con “Dalia nera”, provocando le ire delle tv, degli spettatori in sala e del presidente della Biennale. Sabato pomeriggio è andata pure peggio: 90 minuti di ritardo, coi giornalisti spazientiti pronti ad andarsene dalla sala e i fotografi infuriati che gridavano «Buffoni! Buffoni!». Ufficialmente colpa dei bagagli, in realtà l’elaborato trucco della fanciulla ha richiesto più tempo del previsto.

Poi, certo, per esser bella è bella. Pedinata da un assistente con bicchierone ripieno di ghiaccio e qualcosa d’arancione, la mitica Rossella indossa complicati sandali dai tacchi vertiginosi, una camicetta bianca accollata su giacchina e pantaloni neri aderenti, i capelli biondi raccolti in uno chignon d’altri tempi. È a Roma per poche ore, insieme a Thor, l’incredibile Hulk e Loki, cioè Chris Hemsworth, Mark Ruffalo e Tom Hiddleston, ovvero una parte del cast stellare di “The Avengers”, il fumetto-kolossal da oggi nelle sale in 700 copie. Lei, nel film di Joss Whedon, rifà Natasha Romanoff, alias Vedova Nera, la superagente speciale in tutina nera di pelle e capelli rossi impegnata a salvare il mondo insieme agli altri “vendicatori” creati dalla Marvel: appunto i già citati Thor e Hulk, più Iron Man, Captain America e Occhio di Falco.

Certo ne ha fatta di strada da quando, neanche decenne, debuttò in “Genitori cercasi”, 1994. In poco più di tre lustri ha girato 33 film, tutti da protagonista dopo “Lost in Translation”, e oggi è tra le attrici più gettonate. Sta per uscire “La mia vita è uno zoo” di Cameron Crowe, ha appena incarnato un’aliena dai capelli neri in “Under the Skin”, presto sarà Janet Leigh accanto ad Anthony Hopkins in “Hitchcock”, sulla nascita di “Psyco”. S’intende che anche lei medita di passare alla regia, adattando per lo schermo “Incontro d’estate” di Capote. Intanto, per arrotondare, continua a fare pubblicità per Chanel e Dolce & Gabbana, non senza prendersi ogni tanto una vacanza in musica: ha da poco inciso “Summertime” con Robert “3D” Del Naja.

Gli autoscatti osé finiti in rete sembrano un ricordo lontano, infatti nessuno rispolvera la storiaccia; quanto al devastante divorzio da Ryan Reynolds dopo solo due anni di matrimonio e all’avventuretta con Sean Penn, la ragazza ha già fatto sapere in varie interviste di aver «messo ordine nella mia vita». Bisogna crederle. Per ora ha recuperato un’invidiabile forma fisica, alla faccia della famosa giornalista italiana che lamentava «qualche cedimento in zona glutei», e l’amatissimo chihuahua Maggie sembra lenire le pene sentimentali. Quanto alla politica, ribadisce che si impegnerà per la rielezione di Obama e per quella di Scott Stringer, «un vero ambientalista», a sindaco di New York.

Inutile dire che sabato a Roma, prima della proiezione serale per vip, le domande erano tutte per lei. Le chiedono come sceglie i film, se preferisce le produzioni indipendenti o i blockbuster spettacolari, e la risposta è questa: «Decido in base a una strana sensazione, mi piace essere “terrorizzata” dal progetto. Nel senso della sfida, del rischio. Con gli anni preferisco interpretare personaggi più pieni, coi piedi per terra, non psicologicamente in transizione». E ancora, a proposito di Vedova Nera, l’eroina dalla battuta sferzante che zompa, spara e spacca ossa: «Diciamo che entrambe abbiamo delle convinzioni ben radicate. Io, nella vita, sono iper-sensibile, e sfrutto quest’attitudine nel mio lavoro; lei, invece, deve restare più distaccata e meno vulnerabile per completare la missione». Chissà che vorrà dire. Naturalmente s’è molto divertita ad allenarsi in palestra per girare le mirabolanti scene d’azione, adora Roma, a Woody Allen non si può mai dire di no e «ogni film ha una sua storia, una sua specificità, anche se il budget non cambia più di tanto le cose, a parte la qualità del catering». Illuminante.

La verità? Il cliché dell’attrice sexy, spesso in pose conturbanti, dalle rotondità generose e dalle labbra carnose, sta cominciando a divorare il suo talento naturale, anche un po’ selvatico. Di troppo glamour si può morire.

Michele Anselmi

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