Adorabili amiche. Un inno alle donne

E’ oramai diventato un leitmotiv, una consuetudine narrativa, un’impronta quasi identitaria del cinema d’Oltralpe da botteghino ispirarsi ad un cult-movie statunitense per proporne poi una versione francese: una sorta di adattamento agli stilemi e alla contemporaneità della società francese. Commedie, road-movie, quale che sia il genere cinematografico, c’è in queste pellicole sempre meno nazionalismo e sempre di più una vicinanza ai registri stilistici e valoriali del cinema d’oltreoceano.

A volte questi tentativi, come Piccole bugie tra amici, sono solo brutte copie degli originali, infelici e mal riusciti remake, a volte invece offrono nuove riflessioni e analisi. Ne è una prova l’opera prima di Benoit Pétré ispirata al classicone femminista Thelma & Louise. I richiami e i legami con il film di Ridley Scott sono palesemente espliciti (vedi il nome del bar mostrato in primo piano nelle scene iniziali e il riferimento al finale citato da una delle tre protagoniste) e dichiarati dallo stesso regista, che ha voluto servirsi delle emozioni del dramma statunitense per costruire un film personale e vicino allo spettatore. Un inno insomma alle donne.

Adorabili amiche con acume e profondità racconta il maturo universo femminile alle prese con le sofferenze presenti e il ricordo di gioie passate. E’ un road-movie girato nella Francia di Sarkozy che attende l’elezione di un Hollande per affrontare la crisi economica che sentono e percepiscono le tre cinquantenni protagoniste. Nelly, Chantal e Gabrielle sono sì figure stereotipate femminili rappresentative della donna determinata e un po’ “mignotta”, della donna materna e mamma e della donna inibita e sognatrice. Ma tutte tre sono donne vere e forti ed insieme mostrano le molte sfaccettature dell’universo femminile, che conserva i segni di una sofferenza dell’anima e del corpo, dove non sempre quello maschile ne è la causa (vedi la toccante scena della mutilazione del seno). La loro fuga fittizia non si conclude con un definitivo atto di ribellione, come quello di Thelma e Louise, ma in un radicale cambiamento quotidiano degli stili di vita.

Un film delicato, divertente e profondo, che solo nella parte finale giocando troppo sulle macchiette dei ruoli secondari (quella di Philippe e la nuova sposa ad esempio) diventa un po’ ridicolo, con un pubblico di riferimento particolare: quello femminile di qualsiasi età.  

Alessandra Alfonsi

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