Benvenuto a bordo, sul mare dello stereotipo

Isabelle è la direttrice del reparto risorse umane di una nota compagnia marittima. Per cinque anni è stata l’amante del suo capo che, però, la lascia improvvisamente prima della crociera inaugurale della nave ammiraglia della flotta. Per vendicarsi, decide di assumere come animatore l’imbranato Remy, sperando che combini una catastrofe.

Ad una buona idea non segue, per forza, una buona commedia. Se lo spunto iniziale è per molti versi avvicinabile a quello di La cena dei cretini, la forza comica del personaggio potenzialmente esplosivo viene velocemente abbandonata in favore di una commedia leggera e romantica; del brusco passaggio ne risente parecchio la scrittura, che si banalizza e inoltre impedisce a Remy di avere una evoluzione come maschera comica.

Persa la potenza della scrittura, il film diretto da Eric Lavaine si rivela per quello che è, cioè un lungo spot della costa crociere dove ogni singola inquadratura serve ad esaltare la bellezza della nave e del viaggiare in mare. Nonostante questi evidenti difetti, il film in Francia è stato un buon successo con oltre un milione e mezzo di euro al botteghino, segno che i film sulle crociere hanno una forte presa sul pubblico europeo: come dimenticare il successo di qualche anno fa di Natale in crociera di Neri Parenti?

Un interesse che non sembra calare neanche dopo i fatti della Concordia, tragedia curiosamente legata a questo film: il “famoso” capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino, fu, infatti, coinvolto nelle riprese della pellicola nel ruolo di consulente. Una scelta insignificante all’epoca, che potrebbe dare al film una notorietà inaspettata quanto inadeguata.

Marco Scali

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