I vincitori della terza edizione di Talenti in corto

Il ritorno di haircut, Un vero portiere, Zinì e Amì sono i titoli dei tre cortometraggi vincitori della terza edizione di Talenti in corto, il concorso nato nel 2010 e promosso da Gratta e Vinci e Premio Solinas per valorizzare il talento di giovani autori del cinema italiano. Dopo il tema del divertimento, della fortuna, strettamente legati ai tratti identitari del gioco nazionale che ha ideato il concorso, la terza edizione sceglie quello dell’opportunità per la ricchezza della tematica e per contribuire a dare una sostanziale “opportunità” al talento con la proiezione, a partire dal 6 luglio, dei corti vincitori in 175 schermi, grazie alla collaborazione degli esercenti Anec e Anem, e la partecipazione a numerosi festival.

E in circa cinque minuti nei tre progetti selezionati sono raccontate tre storie che affrontano e mostrano le diverse declinazioni dell’opportunità: l’opportunità-ribellione di capelli tagliati e desiderosi di ritornare a far parte della lunga capigliatura di un giovane manager, l’opportunità-passione di una bambina di appena undici anni di voler giocare a pallone ed emulare il suo idolo calcistico, l’opportunità-romantica di un’androide che pretende un’umana storia d’amore.

Tra i 228 progetti partecipanti, la giuria, rappresentata in conferenza stampa, dall’attore Adriano Giannini, ha scelto i racconti ritenuti più originali e fattibili dai quali, grazie alla partecipazioni di professionisti, come Silvio Orlando, e alla Bottega creativa, sono stati trasformati i relativi cortometraggi, seguiti in tutte le fasi della filiera cinematografica.

La tecnica di animazione stop-motion in Il ritorno di haircut, il ritratto sincero dei campetti di calcio in Un vero portiere, il romanticismo della storia tecnologica in Zinì e Amì rappresentano i punti di forza di corti, sì ben curati da un punto di vista registico, tecnico e artistico, e fattibile da un punto di vista realizzativo, ma deficitari in originalità, uno degli elementi che ha guidato la selezione dei progetti. I rimandi, troppo palesi, a noti racconti filmici, come Sognando Beckham e Blade runner li rendono però versioni italiche, periferiche, ridotte e aggiornate.

Alessandra Alfonsi

Lascia un commento