Dieci anni di Ischia Film Festival

L’Ischia Film Festival, rassegna dedicata alle location cinematografiche, è giunta quest’anno alla sua decima edizione con un programma, come sempre, ricco e variegato di pellicole – che esplorando le identità locali, nazionali e internazionali riflettono e affrontano problematiche socio-economiche attuali e storiche, come la crisi economica e l’integrazione razziale – e di dibattiti e mostre sugli impatti economici del cineturismo nel sistema produttivo.

Dal 30 giugno al 7 luglio le splendide e oniriche location del Castello Aragonese hanno ospitato paesaggi, scenari e identità di respiro internazionale e nazionale: la Francia di Laurent Hasse in Le Bonheur, miglior documentario, la Puglia di Pierluigi Ferrandini, miglior cortometraggio in Oroverde, l’Armenia di Levon Minasian in Dashnamoure, premiato nella sezione Location Negata, il viaggio di Paolo Genovese, vincitore del Castello Award come miglior regista per Immaturi – Il viaggio, la scuola Diaz ricreata da Marta Maffucci, vincitrice dell’Aenaria Award per la miglior scenografia e i colori dello Yemen riprodotti dalla fotografia di Terry Stancey nel film Il pescatore di sogni.

E ancora, nella sezione fuori concorso, il ritratto dello stivale nel documentario Italy: Love it or Leave it di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, film d’apertura del Festival, il trolley del depresso Sean Penn in This Must Be the Place, l’anima partenopea nell’opera collettiva Napoli 24, la Tanzania raccontata dal viaggio di Giuseppe Ippolito in Inside Africa, l’integrazione razziale in Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno e la crisi economica in L’industriale di Giuliano Montaldo.

Oltre alla proiezione di pellicole, il Festival ha dato rilievo e risalto agli impatti economici della valorizzazione dei luoghi attraverso il cinema nel sistema produttivo, istituendo per la prossima edizione il Premio Italian Film Commission alle pellicole che hanno trasformato la location in un punto di forza della filiera produttiva, e agli incontri ravvicinati tra gli autori e il pubblico. 

Alessandra Alfonsi

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