La nuova Venezia di Alberto Barbera. Presentata ieri la 69ma edizione

Il Leone veneziano ha un nuovo ruggito: non più filocinese, ma più marcatamente internazionale e attento alle nuove generazioni di cineasti e alle sperimentazioni provenienti da ogni paese senza dover necessariamente privilegiare il cinema italiano. La 69ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica cambia così volto e si affida alla direzione di Alberto Barbera, che sostituisce, per scadenza di mandato, Marco Muller, in procinto, nonostante le molte criticità e polemiche di carattere più politico che editoriale, di dirigere la settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

Cinquanta lungometraggi in anteprima mondiale nella selezione ufficiale, di cui uno a sorpresa ancora da annunciare, che, però, secondo le indiscrezioni ironicamente anticipate da Alberto Barbera, non sarà cinese, undici film di registi statunitensi, tra i quali Passion di Brian De Palma e To the Wonder di Terrence Malick, tre registi Premi Oscar e tre vincitori del Leone d’Oro e, infine, la consegna a Francesco Rosi del Leone d’Oro alla Carriera.

Una Venezia come sempre glamour che attende l’arrivo al Lido delle star statunitensi, ma più orientata al rinnovamento e alla sperimentazione: da quello urbanistico con il rifacimento delle sale, proseguendo la “graduale renovatio delle strutture”, all’innovazione virtuale che ha stravolto la sezione Orizzonti.

Abolita la sezione Controcampo per non segregare il cinema italiano “in una riserva indiana” e renderlo così più competitivo ed in grado di sfidarsi alla pari con le pellicole internazionali, sono quattro i film italiani nella sezione ufficiale che gareggiano per il Leone d’Oro, che sarà decretato dalla giuria internazionale presieduta da Michael Mann.

E’ stato il figlio di Daniele Ciprì, Bella Addormentata di Marco Bellocchio e Un giorno speciale di Francesca Comencini, ai quali si aggiungono nella sezione fuori concorso Clarisse di Liliana Cavani, Medici con l’Africa di Carlo Mazzacurati e La nave dolce di Daniele Vicari e infine quelli in programma nelle sezioni parallele e autonome, ma non conflittuali, delle Giornate degli autori, promosse dall’Anac e dall’Associazione 100 Autori, e della Sic.

Rivoluzionata invece la sezione Orizzonti: la vera novità del più antico e prestigioso festival cinematografico. Quest’anno, infatti, quasi tutte le pellicole in programma potranno essere viste in contemporanea in streaming creando una sala “virtuale” finalizzata alla promozione del festival per sostenere i nuovi film di giovani autori. Cinquecento spettatori pagando un biglietto di quattro euro ed effettuando una registrazione potranno assistere alle proiezioni delle pellicole. Infine, anche il Festival di Venezia, come già sta accadendo in molte altre manifestazioni, ha voluto esprimere la propria solidarietà nei confronti del regista iraniano Jafar Panahi invitandolo a partecipare ai lavori della giuria e riservandogli una sedia, simbolicamente vuota, in attesa che gli vengano revocati gli arresti domiciliari.

Alessandra Alfonsi

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