Spring Breakers. Le adolescenti terribili di Harmony Korine

L’angolo di Michele Anselmi | Pubblicato su “il Secolo XIX”

VENEZIA LIDO. «Non so neanche io su che cosa è il film. Avevo questa immagine in testa: ragazze in bikini e passamontagna che rapinano la gente». Fa lo spiritoso Harmony Korine, quarantenne ex enfant prodige del cinema indipendente americano, che si fece conoscere sceneggiando “Kids” di Larry Clark. L’uomo si vanta di non ascoltare musica fatta da bianchi e di detestare le chitarre. De gustibus. Ci si chiede, però, se meritava il concorso questo “Spring Breakers”, il cui titolo rimanda a una pratica in voga tra gli studenti americani, le cosiddette vacanze di primavera. In vista delle tirata finale verso gli esami, gli studenti di licei e college si danno alla pazza gioia, spesso scendendo in Florida, in un clima di spasso/sballo quasi dionisiaco. Birre e droghe in quantità, sesso a gogò, nottate insonni e giornate al sole, tutto senza freni.

L’idea di “Spring Breakers” consiste nel raccontare in una chiave survoltata e sensoriale, anti-moralista, pure glamour, l’avventura scapestrata di quattro belle ragazze annoiate. Con un tocco di geniale furbizia, Harmony Korine ha ingaggiato, per interpretare una delle quattro sexy-smandrappate, la ventenne Selena Gomez, autentica celebrità anche tra le teen-ager italiane, un po’ come Zac Efron. Fidanzata con Justin Bieber, la ragazza si è presa una vacanza dalle favole pop che l’hanno consegnata al successo su Disney Channel. Dimenticare, insomma, la Miley Stewart di “Hanna Montana” e la maghetta Alex Russo dei “Maghi di Waverly”. Qui fa Faith, cioè Fede, la moretta cattolica del gruppo, la meno scatenata sessualmente.

È proprio lei a confessarlo, mentre fuori dell’Excelsior una cinquantina di ragazzine staziona per gli autografi. Arriva protetta dai bodyguard, vestita in pizzo trasparente nero, forte di qualcosa come 33 milioni di fan su Facebook. «Harmony mi aveva proposto un ruolo diverso all’interno del gruppo, un po’ più trasgressivo e audace. Ci ho pensato su, meglio fermarmi a Faith». Va bene mettersi in gioco e moderatamente scioccare, ma con giudizio. Non si sa mai come potrebbe reagire la Disney. Vale anche per la collega Vanessa Hudgens, mentre Ashley Benson e Rachel Korine appaiono decisamente tranquille.

«Perché Selena e Vanessa? L’ho fatto deliberatamente, faceva parte del sogno ingaggiare queste “fidanzatine d’America”, ragazze legate a un certo mondo edulcorato, per gettarle in quel girotondo di sesso e violenza» confessa il regista. Per il quale le quattro fanciulle «sembrano innocenti nella loro esuberanza adolescenziale, ma poi si prendono tutto quello che vogliono: soprattutto il potere maschile».

Qualcuno cita le “Pussy Riot”, ma il riferimento è campato per aria, anche perché in “Spring Breakers” manca la provocazione anti-autoritaria. «Sempre le stesse cose, per questo la gente è depressa. Ho voglia di pene» si lamenta all’inizio una del quartetto, la più disinvolta. Segue rapina in un fast-food con pistola ad acqua e mazza da muratori. «Procuriamoci questi cazzo di soldi e partiamo» si gasano. Un attimo dopo sono in viaggio verso la bollente Florida dove ne faranno di tutti i colori, letteralmente. Faith è quella che annusa subito i guai quando il gangster-bullo Alien, un James Franco con treccine e denti d’argento, paga la cauzione per farle uscire dal carcere dopo una notte di bagordi degenerata in orgetta. Le altre tre invece ci prendono mucho gusto.

«Very boring», molto noioso, s’è lasciato sfuggire a metà film una collega americana. Ma poi rideva come una pazza. In effetti “Spring Breakers” è una commedia survoltata e parossistica, a tratti idiota, molto glam, tra Rodriguez e Tarantino ma meno divertente, con citazioni dalle serie “Bikini gangsters”, sfottò di Britney Spears e Calvin Klein, qualcosa del cinema di Russ Meyer, tette al vento e sederi ballonzolanti, continue allusioni al sesso orale, parolacce, parodie di “Scarface”, cocaina in quantità e passamontagna rosa shocking. Poema pop o scemenza gasata? Boh! Negli Usa uscirà a marzo 2013, giusto in tempo per le vacanze di primavera.

Michele Anselmi

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