“REALITY. IMMAGINI DEL SET”. La verità dietro alla scena

Lo scorso 28 settembre, in concomitanza con l’uscita del film Reality, è stata inaugurata la mostra fotografica a cura di Rosy Santella, dedicata alle immagini scattate sul set, non da un fotografo di scena bensì da un fotogiornalista. Sì, perché Eduardo Castaldo, nato nel 1977 a Napoli,  si occupa principalmente di reportage pubblicando i suoi lavori sulle più importanti riviste internazionali tra le quali Newsweek (Usa), DerSpiegel (Ger), Internazionale (Ita), Le Monde (Fra), L’Espresso (Ita), ViceMagazine (Usa) e conquistando, inoltre, il World Press Photo 2012 per le immagini raccolte durante la rivoluzione in Egitto.

Il suo approccio è, in effetti, quello di qualcuno alla ricerca della realtà, che scruta il soggetto e lo documenta spogliandolo di qualsiasi elemento che possa fuorviarne l’autenticità. La sua fotografia è verità, come d’altronde anche il cinema di Matteo Garrone, rendendo così l’incontro tra i due una fusione perfetta tra realtà e finzione. Lo stesso effetto è dato dal regista nella scelta dei luoghi ad ognuno dei quali vengono dedicate una o più immagini: a partire dalla periferia napoletana per arrivare a Cinecittà passando per l’Outlet di Valmontone, simbolo del consumismo, ogni ambientazione racchiude il senso più profondo del racconto a dimostrazione che niente è casuale in questa commedia dal sapore amaro.

Il cinema si sa è una macchina che produce sogni e così, come per magia, può trasformare la vita di un uomo semplice in una favola, che nell’immaginario del protagonista vuol dire entrare nella casa del Grande Fratello. Tutto grazie alla fata turchina, la quale  non è più una “bella bambina con i capelli turchini”, ma una scatola di metallo capace di incantare tutti con il suo alone di speranze ed in grado di realizzare qualsiasi desiderio. Alternando immagini degne di una fiaba a scene di vita vera, feste sfrenate a scenari popolari, è la realtà dei nostri tempi inglobati in questo mito del successo a tutti i costi, della fama facile, della rivalsa sociale che emerge dagli scatti di Castaldo e dalla stessa pellicola.

La mostra raccoglie 32 scatti selezionati dal materiale prodotto tra maggio e luglio del 2011, accompagnati, di tanto in tanto, da aneddoti e osservazioni del fotografo che conducono il visitatore a immergersi in un’atmosfera fiabesca pur non avendo visto il film. Non solo foto di scena ma anche di posa, le immagini raccontano una storia attraverso volti, luoghi e tempi diversi. Come osservato da Castaldo: “L’umanità è ciò che si ritrova in tutti gli attori di Matteo. Volti intensi, gioviali, drammatici, ma sempre vivi”. E ancora: “il percorso del film veniva in continuazione deviato e modificato dalla vita e dall’ambiente circostante. Anche un improvviso temporale estivo può riscrivere magicamente una scena”. La mostra è visitabile al Palazzo Fandango, Incontro in Via dei Prefetti 22 a Roma fino al 21 ottobre.

Stefania Scianni

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