Marco Müller e la VII edizione del Festival Internazionale del Film di Roma

V ozidanii morja (Aspettando il mare) di Bakhtiar Khudojnazarov, Una pistola en cada mano di Cesc Gay: un film di un regista russo di origine tagika e di un regista catalano apriranno e chiuderanno la VII edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, presentata ieri nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica dal nuovo Presidente Paolo Ferrari e dal nuovo Direttore Artistico Marco Müller.

Dopo soli quattro mesi e mezzo di organizzazione, in un clima, definito quasi di urgenza, colorito da diatribe politiche estive, Marco Müller ritorna, conclusa l’esperienza veneziana, nella sua città natale, con una nuova sfida editoriale di dieci giorni mostrando alla stampa il suo Festival: ridefinito, rimodellato e con cambiamenti, ritenuti, solo strutturali rispetto alle passate edizioni.

Eliminate ed aggiunte nuove sezioni, questa VII edizione del Festival di Roma, in programma dal 9 al 17 novembre, si presenta, più che mai, come una Festa per Roma: con l’obiettivo strategico di contribuire ad accrescere la sua vocazione internazionale e il suo carattere popolare, rafforzando l’autorialità e rinsaldando lo stretto legame tra il cinema e la città.

Cinquantanove lungometraggi in prima mondiale, provenienti da ventisei paesi, quattordici opere prime e seconde, tredici in concorso, tra cui due film a sorpresa annunciati nel corso del Festival e ospitati per tutelare quei registi che hanno problemi di censura nei propri paesi.

Un Festival costato dodici milioni di euro con molte novità. Uno spazio, “Prospettiva Italia”, tutto dedicato al cinema italiano e voluto da Müller per consentire alle opere italiane di confrontarsi con le novità, nuove modalità di copertura mediatica, come il Festival Tube (il canale attivo 24 ore su 24, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza di Roma per un progetto che porterà il Festival in rete valorizzandolo e diffondendolo), il posizionamento nel mese di novembre, in un periodo dell’anno ideale ad accogliere le produzioni nazionali ed internazionali, il rafforzamento del Mercato Internazionale, i nuovi progetti cinematografici di NCN, una politica di pricing con prezzi popolari, il legame con le università finalizzato ad accrescere l’affluenza degli studenti, la sezione “CinemaXXI”, che ospita il cinema del futuro e il cinema espanso presentandosi come un’espansione di Extra per recuperare la sua dinamicità, il red carpet allestito dallo scenografo Dante Ferretti con riferimento a Cinecittà, il Maverick Director Award al regista Walter Hill, la giornata dedicata al documentario italiano, le due retrospettive curate dalla Cineteca Nazionale e dedicate ai legami tra arte e cinema negli anni Sessanta e Settanta e a Nino Manfredi.

Tutto questo vedremo al Festival Internazionale del Film di Roma.

Alessandra Alfonsi

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