Amour. Dramma intimo e struggente sulla forza dell’amore

L’amore vero, semplice, assoluto, delicato, protettivo e puro è quello narrato e mostrato in Amour di Michael Haneke, Palma d’oro all’ultima edizione del Festival de Cannes, in uscita nelle sale italiane da giovedì 25 ottobre. Il regista di Il nastro bianco e di La pianista ci regala una pellicola di estrema profondità, semplicità e sensibilità sull’amore: talmente vero, profondo e difensivo da trasformarsi in morte. Protagonisti Anne e Georges, una coppia di anziani, professori di musica in pensione, che affrontano insieme l’evento tragico che sconvolge la loro serena e composta vita di eruditi. E allora di fronte alla malattia di Anne gli abbracci d’amore di un tempo non perdono la loro forza e intensità e diventano sostegno e protezione, le note musicali, che hanno insegnato per anni ai loro allievi, conforto e sollievo mentre la forza erotica è unione (vedi la struggente scena del bagno dove Georges aiuta Anne a sorreggersi).

E’ un film girato interamente in interni con poche incursioni nel mondo esterno: i protagonisti del film vivono in una casa ovattata, dove risuonano solo le note musicali e le loro parole di amore e di sostegno e dove, ai molti gesti premurosi del marito, Anne risponde sempre con un semplice, ma accorato e quasi infantile “Merci, chéri”. Comunicano con l’esterno sono nei flashback del racconto (come nella magnifica scena iniziale di metateatro, dove la platea è rivolta verso lo spettatore con la coppia ben riconoscibile) e  con i loro pochi visitatori, la figlia Eva, interpretata da una meno algida Isabelle Huppert, l’allievo Alexandre, la portiera e le infermiere.

Un film molto dialogato con battute caratterizzate da pure parole di affetto e di conforto, ciclico e strutturato su flashback, che si apre e si chiude con le inquadrature delle porte della casa: alla scena iniziale delle porte aperte con forza dai poliziotti corrisponde infatti quella finale della chiusura delicata e protettiva, che accompagna l’uscita immaginaria dei due protagonisti. Poche pellicole hanno saputo raccontare l’amore con la stessa forza e intensità. Molto si deve allo stile registico e al contributo artistico di due attori splendidi come Jean-Louis Trintignant, indimenticabile per il pubblico italiano per la partecipazione a Il sorpasso di Dino Risi, e Emmanuelle Riva.

Alessandra Alfonsi

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