Hiver Nomade, un’opera suggestiva sull’antica arte della transumanza

Nella terza giornata della 53ma edizione del Festival dei Popoli di Firenze, la più importante rassegna italiana sul documentario ed una delle più prestigiose a livello internazionale, è stato presentato in anteprima nazionale Hiver Nomade del regista svizzero Manuel von Stürler. Il documentario, mostrato in anteprima mondiale alla 62° edizione del Festival di Berlino, è incentrato su due pastori, l’esperto e maturo Pascal e la giovane e vitale Carole, impegnati nell’antica arte della transumanza, sempre meno praticata ai giorni nostri.

Il regista elvetico ci mostra il loro lungo ed estenuante viaggio attraverso i pascoli della Svizzera francese alla guida di un gregge composto da 800 pecore e dai quattro cani e tre asini che li accompagnano lungo questo duro cammino. Siamo alle soglie dell’inverno, quando Carole e Pascal iniziano a condurre il gregge verso i pascoli a valle in un percorso, reso ancora più arduo a causa del freddo e della neve, che si estenderà per circa 600 Km e che si concluderà solo con l’arrivo della primavera.  E’ un lavoro faticoso, che richiede dedizione, sacrificio ed una grande passione. Si cammina dalla mattina al tramonto con Carole in testa al gruppo e Pascal in fondo insieme agli asinelli da soma, aiutato dai cani nel tenere unito tutto il gregge. A fine giornata i due preparano l’accampamento per la notte e si siedono sfiniti davanti al fuoco a rifocillarsi prima del meritato riposo. Sono rarissime le volte in cui ricevono ospitalità per la notte con la possibilità di potersi lavare con acqua calda e di mangiare comodamente seduti a tavola. Pascal fa questo lavoro da tanti anni, lo ha appreso da giovane dai pastori bergamaschi, e la sua esperienza è di grande aiuto per Carole, entusiasta ma ancora inesperta su alcuni aspetti di questo antico mestiere. La fatica però è ripagata proprio dal modo in cui si svolge la vita di chi si dedica alla transumanza, dai ritmi che scorrono ad un’altra velocità, da un’immersione totale nella natura circostante, da un contatto fisico con gli animali che regala spesso momenti di felicità e rilassatezza.

Manuel von Stürler si è dedicato a questo progetto a partire dal 2008 ed ha seguito con la sua troupe ogni singola tappa di questo lungo e faticoso cammino, regalandoci un’opera altamente suggestiva, impreziosita da paesaggi unici e di rara bellezza. Lo spettatore viene così catapultato in un mondo ancestrale, in una realtà talmente lontana e sconosciuta da ignorarne perfino l’esistenza. Alla fine di questo viaggio rimangono impresse nei nostri occhi immagini di grande fascino ed una piacevole sensazione irradiata dalla purezza di sguardo di Carole e Pascal, protagonisti e testimoni di un mondo in dissolvenza.

Boris Schumacher

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