Le 5 leggende. Quando la Dreamworks si dà veramente da fare

Tutti da bambini abbiamo creduto in loro, chi più e chi meno. Li abbiamo sognati, ci siamo stupiti quando trovavamo i loro regali e credevamo addirittura di sentirne la presenza, poco distante. E vederli tutti insieme non può che provocare un tremolio nel nostro cuoricino, anche dopo tanti anni. Sono infatti loro, i miti della nostra infanzia, i protagonisti del nuovo film d’animazione targato Dreamworks, Le 5 Leggende. Alcuni li conosciamo bene, alcuni sono più noti in altri paesi, ma sta di fatto che i protagonisti di questo natale sono, com’è giusto che sia, solo loro: Peter Ramsey, già regista del corto di Halloween ispirato a Mostri Contro Alieni, si cimenta nel suo primo lungometraggio con un film ambizioso, ricco di azione e aspettative. Fin dal primo trailer infatti la pellicola ha suscitato l’interesse di pubblico e critica, riuscendo infine a non deludere, portando in scena una trama potente e godibile, anche se non particolarmente originale.

Nel mondo esistono figure leggendarie il cui compito è quello di rendere felici i bambini e proteggerli dai pericoli: è per questo motivo che l’Uomo della Luna (entità superiore che richiama, tra l’altro, il pescatore lunare del logo della Dreamworks) sceglie cinque di loro per assicurarsi che lo stato delle cose non cambi. Cinque Guardiani che si assicurano che gli antichi mali restino sopiti: Babbo Natale (qui semplicemente chiamato “Nord” e doppiato in lingua originale da Alec Baldwin), Dentolina (la fata dei denti doppiata da Isla Fisher), Calmoniglio (il coniglio Pasquale incarnato da Hugh Jackman), Sandman e Jack Frost (elfo delle leggende nordiche da noi poco conosciuto e che qui ha la voce di Chris Pine). Tutti loro dovranno affrontare la minaccia dell’Uomo Nero Pitch Black (un infido Jude law), tornato dall’Ombra per riprendersi ciò che gli era stato tolto.

Questa la trama, ma non il motivo per cui il film risulta particolarmente interessante: riprendere personaggi radicati nel folklore e nella cultura per poi restaurarne immagine e background, adattandolo al pubblico più giovanile, non è qualcosa di nuovo, basti pensare alla gran parte dei film d’animazione Disney o, spostandoci nell’ambito del fumetto, opere come La lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore; tuttavia Ramsey e il team di animatori hanno orchestrato un plot ricco di emozioni, dal ritmo serrato e soprattutto caratterizzato da animazioni estremamente dinamiche, che culminano in battaglie dal sapore tipico degli anime orientali, distruttive e incredibilmente colorate.

La grande caratterizzazione dei personaggi e il loro background studiato per commuovere e sognare, i colori brillanti e l’atmosfera quasi magica rendono la pellicola un piccolo capolavoro di genere, presentato in un 3D stranamente utile: i fiocchi di neve sembrano turbinare intorno allo spettatore e l’azione coinvolgente si dipana nella sala con un realismo sorprendente. Unica pecca: il villain, l’Uomo Nero, non è sfruttato a dovere, non punge e la sua presenza non si avverte minacciosa come avrebbe potuto (e dovuto) essere in realtà. basti pensare che molto più carisma è stato conferito ai personaggi secondari, folletti e yeti delle nevi emuli dei minions che tanto hanno divertito in Cattivissimo me, altro brand ormai destinato allo sfruttamento coatto da parte di mamma Universal. Le 5 Leggende, nonostante qualche difetto plausibile, si conferma come un film dotato di mordente e che è perfino in grado di contrastare il successo dell’ultimo film Pixar, The Brave, nonostante le animazioni (di poco) inferiori: una volta tanto l’eterna rivale ha saputo farsi valere sul serio.

Victor Laszlo

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