Profondo Argento. Tra cinema e televisione, il percorso di un maestro

Pochi registi, non solo italiani, vantano un numero tanto elevato di libri monografici, interventi critici, profili e approfondimenti loro dedicati come il regista di Phenomena e Dracula 3D. Con Profondo Argento – Il cinema e la televisione di Dario Argento (Profondo Rosso Editore, Roma, 2012), Luigi Cozzi, collaboratore di lungo corso e amico del cineasta romano, fornisce al lettore una mappa introduttiva ad un’opera ricca di titoli indimenticabili che sono riusciti a definire, o meglio ad inventare, un genere amato e citato in tutto il mondo.

Ad un’intervista con l’autore, incentrata sugli inizi come soggettista e sceneggiatore fino all’esordio registico con L’uccello dalle piume di cristallo, seguono le schede critico-informative di tutte le pellicole dirette per il cinema e per la televisione così come di quelle prodotte (da Zombie di George A. Romero fino a Scarlet Diva di Asia Argento passando per Bava, Soavi e Stivaletti). Gli ultimi due capitoli, invece, sono rispettivamente dedicati all’attività televisiva (il pionieristico La porta sul buio, Giallo, i celebri e rari mini-incubi, Turno di notte fino a 100 pallottole d’Argento, ora in onda su Rai Movie) e alla storia di “Profondo Rosso – La piccola bottega degli orrori di Dario Argento”, fondata dal regista nel 1989 e da allora gestita da Luigi Cozzi, che ne dirige inoltre le varie collane di libri di cui anche questo fa parte.

Non è difficile intercettare quali siano le preferenze di chi scrive all’interno del percorso di Argento e nemmeno capire quando l’obiettività critica lascia il posto all’amicizia, tuttavia Profondo Argento trova una sua ragion d’essere tra curiosità e analisi, estratti critici e soddisfacenti riferimenti alle storie produttive delle pellicole in esame. Trattandosi di un volume monografico incentrato su un autore più che ampiamente trattato dagli studiosi di tutto il mondo, si sente la mancanza di una nota bibliografica.

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