Colpi di fulmine. Psicodramma De Sica, si ride solo con Lillo & Greg

L’angolo di Michele Anselmi | Pubblicato su “il Secolo XIX”

Christian De Sica lo dice chiaro e tondo, senza tanta diplomazia: «Sono stato abbandonato, mi sono sentito solo, senza una spalla vera. M’hanno fatto fare il romantico… La storia è carina, gentile, anche se avevo qualche perplessità sull’età del personaggio. Ma poi l’episodio comico di punta l’anno dato a Lillo & Greg». Oggi esce in almeno 500 copie “Colpi di fulmine”, un po’ quel che resta del cine-panettone classico.

Il regista, Neri Parenti, saluta la Filmauro di Aurelio De Laurentiis: «Ci siamo separati civilmente, dopo 17 anni». Si capisce che, dopo qualche rude schermaglia a mezzo stampa col patron del Napoli e suo produttore storico, ha dovuto ingoiare varie imposizioni, a partire dall’ingaggio di Arisa nel ruolo di un’inattendibile perpetua lucana in stile Tina Pica. Anzi lo confessa proprio: all’episodio con De Sica, qui nei panni di uno psichiatra presunto evasore fiscale romano che si finge prete per sfuggire a Equitalia e si nasconde nel Trentino dove si invaghisce della carabiniera Luisa Ranieri, non credeva granché.

Avrebbe di gran lunga preferito raccontare un altro “colpo di fulmine”: tra un sessantenne e una ventenne che scoprono alla fine d’esser padre e figlia, con le complicazioni del caso. Ma il vago sapore di incesto ha fatto storcere il naso a De Laurentiis: meglio lo spunto del finto prete in trasferta a Fiera di Primiero, alle prese con la bella marescialla a un passo dalle nozze col sindaco fedifrago, la bisbetica perpetua, il sagrestano muto e un altro parroco infoiato interpretato da Vauro.

Risultato? Martedì sera, nel corso delle due anteprime, una per i vip e una per i giornalisti, rare risate in platea per l’episodio pretesco, anzi quasi nessuna, nonostante un De Sica in versione turbo, per gesti esagerati, tono di voce e tormentoni alla Sordi, più qualche omaggio a papà. Non a caso, il comico parla scherzosamente di “Pane, amore e sagrestia”.

Alla fine è andata meglio a Lillo & Greg, al secolo Pasquale Petrolo e Claudio Gregori. Scelto all’ultimo momento al posto di Claudio Bisio ed Enrico Brignano, l’eclettico duo capitolino giganteggia nella storiella usata per il “crescendo” comico richiesto dal genere. Al punto che un abbacchiato De Sica confessa: «Tanti dei nuovi comici non mi fanno ridere, Lillo e Greg invece sono dei portenti. Da quella vecchia zoccola dello spettacolo che sono, dico che mi piacerebbe fare un film con loro». Se ne accorge ora, dopo aver provato a smentire con l’Ansa per tutta la giornata quanto aveva detto di fronte a una decina di cronisti: cioè che s’è ritrovato sulle spalle, appunto tutto da solo, un episodio che non lo convinceva e che, soprattutto, non fa ridere. Adesso tutto dipende da come andrà “Colpi di fulmine” al box-office. Il toto-incassi ufficioso lo dà solo al quarto posto, e la faccenda preoccupa un po’ tutti alla Filmauro, che ora distribuisce insieme all’americana Universal. L’anno scorso “Vacanze di Natale a Cortina”, che doveva sancire la rinascita del genere con gli opportuni aggiustamenti, si fermò a meno di 12 milioni di euro, superato per un’incollatura da “Immaturi 2”. Quest’anno la partita è impegnativa: ci sono gli italiani “Tutto tutto niente niente” e “I 2 soliti idioti” da un lato, gli hollywoodiani “Lo Hobbit” e “Ralph Spaccatutto” dall’altro. Sapremo tutto giovedì 27 dicembre.

Intanto, mentre De Laurentiis pensa a come utilizzare i comici genovesi Luca e Paolo messi sotto contratto per i prossimi tre Natali, Lillo & Greg si godono il clima favorevole che circonda la loro performance. In effetti l’episodio, ambientato a Roma ma anch’esso girato nel Trentino, è spassoso, coi ritmi giusti, neanche troppo stiracchiato. Una sorta di “My Fair Lady” alla rovescio. Con l’autista popolano Lillo che aiuta Greg, algido e poliglotta ambasciatore presso la Santa Sede, a trasformarsi in un perfetto “coatto” romanesco. Il diplomatico dall’eloquio forbito e dalle maniere impeccabili s’è innamorato della pescivendola Anna Foglietta, bella, verace e tosta: solo fingendosi Nando riuscirà a conquistarla, tra cardinali che praticano sconvenienti mosse di tai-chi e battute colorite tipo «’sto vestito me fa sguscià come ‘n calippo».

«È difficile fare un film comico sull’amore, anche se l’inversione di tendenza rispetto ai tradizionali cine-panettoni è stata una scelta condivisa» puntualizza Neri Parenti. Cita pure lui, come Fausto Brizzi e i Vanzina, l’inglese “Love Actually”. Ancora? In realtà avrebbe continuato volentieri a fare «il cine-panettiere», ma l’aria è cambiata, De Laurentiis vuole rinnovare la squadra. Il regista fiorentino, a questo punto, forse si prenderà un anno sabbatico prima di tornare in pista. Con i produttori Lucisano?

Michele Anselmi

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