The Impossible. L’impeto dei sentimenti

A scorrere la pur breve filmografia di Juan Antonio Bayona non si direbbe che il genere a lui più vicino sia il melodramma. Eppure l’horror The Orphanage, girato nel 2007, altro non era se non la storia di una mamma capace di inseguire il figlio oltre le soglie della morte, mentre questo The Impossible è, più che un disaster movie, un film sulla forza dei sentimenti umani.

Nel raccontare la tragica avventura di una famiglia sopravvissuta allo tsunami che il 26 dicembre del 2004 devastò la costa sudorientale dell’Asia, uccidendo più di 300.000 persone, il regista spagnolo mostra – con spaventosa efficacia – la furia di quell’oceano cattivo che tutto travolse, pur non consentendo alla spettacolarità delle sequenze d’azione di diventare l’elemento portante della narrazione. Il tanto (troppo?) mostrare del film non indulge mai, infatti, nelle immagini di quella penosa tragedia, ma ricerca, abbandonando in questo ogni forma di moderazione, di sottolineare la potenza di quei legami, emotivi e familiari, che permisero ai superstiti del maremoto di sopravvivere alla devastazione causata dall’impeto delle acque. È retorica? Forse. È, per parafrasare il titolo, possibile e, di conseguenza, credibile? Certamente: non solo perché il film è basato sulla memorie di una donna realmente sopravvissuta a quella calamità, ma perché l’abilità di Bayona nel condurre la macchina da presa è davvero impressionante.

Il regista iberico si dimostra intelligente e spiazzante già dalla prima inquadratura, quando affida ai rumori di una natura possente e selvaggia, che da soli riempiono lo schermo nero, un incipit carico di tensione e di oscuri presagi; difficile dimenticare le immagini di quelle mani che si cercano, disperate, nella violenza della corrente che tutto colpisce e separa o non lasciarsi colpire dal commovente talento del giovane Tom Holland. Naomi Watts guadagna, grazie a questa pellicola, la sua seconda candidatura al premio Oscar: attraverso i suoi sguardi, sfiniti e tumefatti, riecheggia il dramma di una madre che perse marito e figli in un paradiso tropicale, tramutatosi, all’improvviso, in una tomba di fango.

Marco Moraschinelli

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