Warm Bodies. Storie di zombi pieni d’amore

La rivisitazione moderna, aggiornata, divertente e pacificata di Romeo e Giulietta di Shakespeare? Per i produttori di Twilight è Warm Bodies: una storia d’amore, diretta da Jonathan Levine, tra un ragazzo-zombie e una ragazza-umana, inserita nel filone di opere, letterarie e cinematografiche, che esplorano l’universalità e l’immensità dell’amore tra esseri differenti. In uscita nelle sale italiane il 7 febbraio, distribuita da KeyFilms, la pellicola mostra molti legami con la tragedia shakespeariana. Alcuni evidenti e palesi, come i nomi dei protagonisti, l’umana Julie, interpretata dall’australiana Teresa Palmer, e lo zombie di nome R, il giovane Nicholas Hoult, la classica scena romantica del balcone veronese e la figura burbera e austera del padre di Julie, il Generale Grigio, interpretato da John Malkovich, che si oppone alla storia d’amore dei ragazzi.

Ma Warm Bodies è, in realtà, la trasposizione cinematografica del romanzo di Isaac Marion, giovane scrittore di Seattle, che ha conquistato notorietà e fama grazie alla pubblicazione on line del breve racconto Sono uno zombie pieno d’amore, ampliato e sviluppato poi nel romanzo. E il risultato è un film, destinato prevalentemente ad un pubblico giovanile, divertente, ben strutturato e lineare, che compensa e supera l’artificiosità dello stesso romanzo, mostrando zombi comici, romantici, con un’anima e cuore pulsante, vivi e molto più umani degli umani.

Chiara, in questa pellicola, è anche la ripresa del filone cinematografico sui morti viventi, inaugurato da George Romero con La notte dei morti viventi del 1968. Ma mentre gli zombi di Romero si nutrono solo di sangue e frequentano ipermercati, quelli ideati da Marion e sceneggiati da Levine preferiscono altri luoghi della socialità urbana, come gli stadi e gli aeroporti, si cibano sì di umani, e in particolare dei loro cervelli, ma per succhiarne l’anima e impossessarsi dei loro ricordi e delle loro passioni, di cui sono privi, ascoltano musica in vinile, adorano i Guns ’n’ Roses, cantano le canzoni di Frank Sinatra e dei Beatles, non vengono presi “a torte in faccia”, ma cercano di cooperare con gli umani per salvaguardare il mondo. Così gli ossuti, esseri privi di anima e cuore, diventano i veri nemici da sconfiggere per redimere l’umanità; all’attacco di Romero, rivolto alla società dei consumi e ai suoi prodotti, si affianca un messaggio più universale, incentrato sul recupero e sulla salvaguardia dei valori morali.

 Alessandra Alfonsi

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