Viva la libertà. Servillo & Servillo

Se fosse stato Papa e non il segretario del principale partito d’opposizione, Enrico Oliveri, stanco, depresso, in crisi di consensi e di popolarità, si sarebbe responsabilmente e coraggiosamente dimesso con un pubblico annuncio, trasmesso poi da una preparata giornalista dell’Ansa. Avrebbe abdicato in favore di un candidato più adatto a svolgere il ruolo e in grado di consegnare la vittoria al partito, ritenuto già perdente nei sondaggi. Invece preferisce la fuga in Francia lasciando un semplice biglietto privato adducendo le ragioni della sua assenza alla stanchezza e alla sua malattia.

E da questa fuga si innesca il mistero politico di Viva la libertà, diretto da Roberto Andò, autore anche del romanzo Il trono vuoto, vincitore del Premio Campiello Opera Prima 2012, da cui il film è tratto, in uscita il 14 febbraio, distribuito, in circa cento copie, da 01 e prodotto da Rai Cinema e Bibi Film. Ma non sono necessarie le primarie per scegliere un nuovo segretario perché il sostituto si rivela casualmente durante un’intervista arguta che il fratello gemello di Enrico Oliveri, Giovanni Ernani, un filosofo dichiarato pazzo da un referto medico, rilascia alla testata il Corriere della Sera.

L’onestà e la schiettezza delle sue dichiarazioni come “politici siate onesti, smettete di tingere i capelli” oppure “se i politici sono mediocri è perché gli elettori sono mediocri”, il tango danzato con la cancelliera tedesca, il gioco con il mappamondo con il Presidente della Repubblica in un’evidente ripresa di una scena di Il grande dittatore, l’uso di una dialettica affabulatrice, ingannatrice e incantatrice, proprio come veniva impiegata dagli oratori greci e latini, impreziosita da citazioni filosofiche e auliche, quale l’ode A chi esita di Bertolt Brecht, invocata e recitata durante il comizio di Piazza San Giovanni, permettono di recuperare consensi nei sondaggi, credibilità al partito e autorevolezza con le istituzioni.

Un cast azzeccato e brillante su cui spicca la doppia interpretazione di Servillo: un attore militante teatrale, la cui maestria rende unica questa pellicola che affronta il classico tema letterario dei gemelli e dei doppi. Così, a pochi giorni dalle reali elezioni politiche, esce nelle sale italiane un film che sì esplora la sfera del potere mostrandone la sua finzione, ma vuole, secondo le intenzioni degli autori e dei produttori, offrire una speranza alla cultura e alla politica italiana, affidata nel film all’immagine di un inedito Federico Fellini.

Alessandra Alfonsi

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