Spettacolo/Giappone. Luci ed ombre delle star “made in Japan”

Ci sono notti nelle quali il cielo si accende di un sole ardente e ti pianta in faccia due iridi luminose che non riesci più a strapparti dalla testa. Negli occhi lui aveva tutti i mari del sud. Erano profondi e oscuri come l’oceano“. Esce nella collana «F30» dell’editore Mauro Pagliai il nuovo romanzo di Francesca Bani, collaboratrice storica della nostra redazione, che questa volta indaga nelle pieghe del mondo dello spettacolo giapponese. Il titolo è Rockstar. Made in Japan, e lo sfondo è la terra del Sol Levante, con il suo misterioso incanto e le sue contraddizioni.

Già autrice di una serie fantasy per ragazzi e del romanzo Il pianto dei ciliegi. Un amore a Tōkyō, opera di forte pathos ambientata ai tempi del devastante tsunami, Bani racconta della ventenne Yuki, studentessa di fotografia collaboratrice part-time per un’agenzia di Tōkyō che riceve l’incarico di un servizio su una celebre stella sul viale del tramonto. È così che il suo destino si intreccia a quello di Ren, che ha quarant’anni, un matrimonio fallito e un figlio adolescente alle spalle… Il libro svela, seppur in forma romanzata, molti dei lati oscuri che lo star-system nipponico nasconde sotto la patina dorata: Rockstar. Made in Japan è una storia di amore e di morte, di vite che si intrecciano in una Tōkyō elegante e piena di fascino, incrocio di tradizioni ed estrema modernità. Un mondo di lusso e ricchezza, fama e successo, uno showbiz che divora i suoi prodotti dall’interno “lasciando l’esterno intatto e seducente come un incantevole ed elaborato guscio di mare“.

Recenti fatti di cronaca ne sono l’esempio. Uno su tutti la vicenda della giovane Minami Minegishi della band AKB48. La ragazza appartenente al celebre gruppo di idol, si è rasata a zero i capelli e in lacrime ha chiesto scusa su YouTube per aver violato la regola di non avere rapporti sentimentali. Nella cultura giapponese gli idol sono personaggi popolari, di solito ragazze adolescenti (ma anche maschi) ritenuti particolarmente attraenti e divertenti che appaiono regolarmente in programmi televisivi, radio e magazine. Possono essere attori di fiction televisive o di cinema, cantanti e musicisti di gruppi pop, modelli. Al vertice del successo sono onnipresenti sui media e diventano oggetti di fanatismo, ma la loro carriera spesso è effimera e breve.

Marco Chiani

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