Il lato positivo. Cercare il sole dietro alle nuvole

Il titolo scelto dalla distribuzione italiana per l’ultimo film di David O. Russel è stato, per qualche tempo, L’orlo argenteo delle nuvole, tradotto dall’originale inglese Silver Linings Playbook, tramutatosi, più tardi, nel meno sottile ma più diretto Il lato positivo. La trama, che il regista sceneggia dal bestseller di Matthew Quick (edito in Italia da Salani Editore), segue il percorso di ritorno alla civiltà di Patrick Solatano, che, dopo otto mesi passati in un istituto psichiatrico per curare gli scatti d’ira dovuti ad un disturbo bipolare, torna a vivere a casa dei genitori (Robert De Niro e Jackie Weaver) con il fermo proposito di riconquistare una moglie che, dopo averlo tradito e abbandonato, ha fatto emettere contro di lui un’ordinanza restrittiva. L’unica pronta a tendergli la mano sembra essere una ragazza di nome Tiffany, che lenisce il dolore per  un recente lutto dedicandosi a sesso compulsivo e gare di ballo.

Famiglie disfunzionali, frustrazioni e manie di ogni tipo, comportamenti borderline, lontani da qualsivoglia forma di moderazione: il rischio era, partendo da queste premesse, di scadere nella commedia ammiccante, dalla battuta ad effetto, oppure, peggio ancora, di voler suscitare nel pubblico facili pietismi descrivendo le vicende di personaggi tanto smaccatamente al limite. Nulla di tutto questo accade, per fortuna, in questa commedia intelligentemente scritta e superbamente recitata, in cui si evitano scelte narrative dal facile effetto e si rinuncia – quasi sempre – al mero macchiettismo. Bradley Cooper, infatti, impersona con notevole talento una sorta di Forrest Gump più arrabbiato e viscerale, mentre Jennifer Lawrence – con uno sguardo che buca lo schermo – riesce a essere, al contempo appassionata, pazza, innamorata, furente, fragile, ferita e soprattutto, onesta e credibile nel restituire ogni sfumatura del suo complesso e bellissimo personaggio. I buoni sentimenti, alla fine, hanno la meglio e benché la “morale” possa risultare indigesta ai pessimisti, è più che adatta a sostenere questa commedia dai buoni intenti: sopravvive agli accidenti della vita chi riesce a rimanere fuori dal coro, puntando su quel colpo di fortuna, su quell’azzardo del caso o su quell’insensato ottimismo che permette, alle volte, di tornare a vedere il sole nascosto dietro le nuvole.

Marco Moraschinelli

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