I Croods. Niente di nuovo in casa DreamWorks

Da domani sugli schermi italiani l’ultima produzione targata DreamWorks, un divertente film d’animazione affidato alla regia di Kirk De Micco e Chris Sanders. Il contesto, stavolta, è preistorico, il genere, invece, è la (grande) avventura che diverte i più piccoli e intrattiene piacevolmente il resto del pubblico. In I Croods, una simpatica famiglia di cavernicoli, guidata dallo scimmiesco capofamiglia Grug (doppiato nella versione originale da Nicolas Cage), vive rintanata in una claustrofobica ma “sicura” caverna, al di fuori dalle tante insidie di un mondo esterno selvaggio e ostile. Mal sopporta questa vita blindata l’adolescente Eep, curiosa per indole e ribelle per spirito di contraddizione alle rigide regole paterne: l’inaspettato incontro con  il solitario Guy spingerà lei e il resto del suo clan a lasciare l’angusto riparo per mettersi alla ricerca di un nuovo luogo in cui trovare più adatta dimora.

Allo sguardo dello spettatore si offrono panorami coloratissimi e spettacolari (il richiamo visivo all’Avatar di James Cameron è evidente fin dal trailer del film) mentre l’attenzione con cui si bilanciano momenti di puro divertissement ad altri di pilotata commozione – le scene padre/figlia nella parte finale della pellicola – deriva da una formula rodata che da anni, in casa Dreamworks, non sbaglia un colpo; forse è proprio questo l’unico difetto di questo pur godibile blockbuster: è preistorico non solamente nell’ambientazione, ma perché nulla osa e nulla aggiunge ai tanti, passati capolavori che lo Studio cinematografico di Spielberg, Katzenberg e Geffen è stato capace di dare alla luce nel corso degli ultimi 20 anni di onorato – e in certi casi decisamente più ispirato – servizio.

Marco Moraschinelli

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