Un giorno devi andare. Grazia e delicatezza di uno sguardo aperto alla condivisione

Grazia e delicatezza per esplorare e recuperare la serenità interiore di una donna italiana scappata da un dolore e da un dramma. Sono questi gli elementi che caratterizzano Un giorno devi andare, la nuova pellicola di Giorgio Diritti, in sala dal 28 marzo, distribuita in circa cento copie dalla Bim e destinata prevalentemente ad un pubblico che sa apprezzare le pellicole d’autore.

Un film aperto e chiuso da un identico fotogramma – un feto – che rappresenta il dolore e il sogno di vita di Augusta, interpretata brillantemente da Jasmine Trinca. Una donna italiana che compie un viaggio intimo nel cuore della foresta amazzonica e nelle favelas, colorite e scandite dai ritmi più mistici del Brasile: la fede e la magia. Una pellicola, femminile e lenta, che esplora le sfaccettature dell’anima ed affida proprio alla donna il messaggio del film. Perché, come ha precisato il regista in conferenza stampa, la donna è tutela della vita e terapia; ancora: lo sguardo femminile è importante per uscire dalla gabbia della mente e per aprirsi all’umanità e all’ambiente in generale.

Accompagnano, infatti, questo viaggio il rispetto per l’ambiente – mostrato da splendide panoramiche e da una mostra fotografica curata dalla Trentino Film Commission che assembla le trentaquattro fotografie scattate sui set in Amazzonia e in Trentino – e la valorizzazione della comunità, o più propriamente del terzo settore, elementi già presenti in Il vento fa il suo giro e L’uomo che verrà, titoli precedenti del regista.

Quest’opera, rispetto alle altre, esce in sala con una solidità produttiva e un’innovativa modalità distributiva, che vogliono corroborare l’idea di socialità e comunità veicolati dalla storia raccontata. In contemporanea, infatti, in quaranta sale, l’anteprima del film, oggi, mercoledì 27 marzo, sarà preceduta da una diretta satellitare trasmessa da Milano, evento che non ha precedenti in Italia. Come ha dichiarato Cristiana Mainardi, responsabile del format ideato da Visionaria: “il senso è quello dell’incontro: crediamo che oggi più che mai sia necessario accrescere le possibilità di relazione tra chi realizza un’opera cinematografica e chi ne usufruisce, tentando di trasmettere gli utenti e il sentimento, in uno spirito di condivisione”.

Alessandra Alfonsi

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