Chávez – l’ultimo comandante: lo sguardo di Oliver Stone sull’America latina

C’è una rivoluzione in corso in America latina ma il mondo pare ignorarla. Oliver Stone ha scelto di raccontarla principalmente attraverso gli occhi di Hugo Chávez, il carismatico presidente venezuelano (scomparso il 5 marzo 2013). Il progetto – dice lo stesso regista – prende spunto dalla tendenza, da parte dei media americani a demonizzare i leader sudamericani. Oggi, con Obama presidente, dagli Usa giungono messaggi distensivi, ma durante l’amministrazione Bush il continente latino era diviso tra “buoni” e “cattivi”, con la stessa logica con cui era stata mossa guerra all’Iraq, paese nemico, mente degli attacchi alle Torri Gemelle.

Chávez è stato davvero la forza anti‐americana che ci è stata raccontata? Con questo interrogativo in testa Stone viaggia da Cuba all’Argentina per mostrare il nuovo volto di un’America latina in continua trasformazione. Evo Morales della Bolivia, Lula da Silva del Brasile, Cristina Kirchner dell’Argentina insieme al marito ed ex‐presidente Néstor Kirchner, Fernando Lugo del Paraguay, Rafael Correa dell’Ecuador e Raúl Castro di Cuba ma soprattutto il vero protagonista, il venezuelano Hugo Chávez, si dicono eredi di Simón Bolivar (il liberatore dal dominio spagnolo). Vogliono controllare le loro risorse, rafforzare i legami regionali, essere trattati alla pari dagli Stati Uniti, e diventare finanziariamente indipendenti dal Fondo monetario internazionale. Il film-documentario, Chávez – L’ultimo comandante, presentato alla 66ma Mostra del Cinema di Venezia, arriva nelle sale italiane domani, in contemporanea con le elezioni del nuovo presidente del Venezuela.

Francesca Bani

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