Bomber – In viaggio con mamma e papà

Alistair e Valerie, anziana coppia inglese, progettano da lungo tempo un viaggio in Germania. Lui, ex pilota della Raf, porta con sé il peso di una colpa mai espiata. Decidono così di partire per saldare i conti con il passato. A loro si unisce controvoglia lo sbandato figlio Ross: trentenne che non ha ancora deciso cosa fare della propria vita. Costretti a vivere a stretto contatto, la vacanza si rivelerà un’occasione per dire cose mai dette e affrontare questioni irrisolte.

Un film home made, prezioso e autobiografico, profondo eppure divertente, che ricorda le atmosfere di Little Miss Sunshine. Incontro-scontro di generazioni. Tra padri rigidi e incapaci di esprimere i propri sentimenti e figli troppo aperti ed emozionali. È l’opera prima di Paul Cotter, regista inglese, pluripremiato autore di corti che si mantiene facendo televisione. Presentato in 40 festival, distribuito in Nord America e mai in Inghilterra, “snobbano i miei lavori – spiega Cotter – dicono che sono troppo televisivi, a loro interessano solo commedie romantiche, film storici o di gangster”. In Italia passa nelle sale del circuito indipendente, in lingua originale sottotitolato, da domani.

Tre attori, sette membri della troupe, un budget di 25mila euro, nessun aiuto e nessun supporto. Girato in digitale nel 2009 e montato su Mac, giorno per giorno, nella piccola fattoria in Germania che li ospitava. “Avevamo creato un bel clima – racconta il regista – cucinavamo e mangiavamo insieme”.

Mio padre era pilota bombardiere. Nel 2001 ho passato tre settimane in viaggio con lui, mia madre e mia sorella attraverso il nord Europa. Bomber è un film di finzione, ma l’idea è maturata da quel viaggio. È sempre importante per me partire da qualcosa che conosco. Mi ispiro a Bergman che girava in una camera con due o tre attori, a Ladri di biciclette basato tutto sui personaggi, un padre e un figlio, niente soldi a disposizione”.

Progetti futuri? Gli chiediamo. “Dopo questo film sono andato in bancarotta! E ho lavorato per programmi televisivi. Ho scritto comunque due sceneggiature: una commedia agrodolce e un horror, mi hanno detto che gli horror vendono bene! Spero che una delle due idee vada in porto entro l’anno, gli attori e i ragazzi della crew vogliono tornare presto a girare”.

Francesca Bani

Lascia un commento