Qualcuno da amare – La fanciulla e il professore

Un anziano professore e una studentessa in una Tokyo moderna. Un taxi che accosta vicino all’appartamento di lui. Lei sale le scale, entra nella sua camera e gli offre il suo corpo… Selezione Ufficiale a Cannes e al Toronto Festival 2012, Qualcuno da amare del maestro iraniano Abbas Kiarostami è un’incursione nella vita dei due personaggi, uno spaccato della loro esistenza: entriamo a metà della storia e la lasciamo non finita. Un lento, lentissimo paesaggio interiore, quasi immobile, in contrasto con una metropoli piena di colori e caos, traffico e auto che sfrecciano in ogni direzione. I fatti gocciano a poco a poco in un gioco di inganni e maschere.

Quasi completamente girato in auto, uno spazio ristretto in cui i protagonisti si parlano ma non si possono guardare in volto, il paesaggio esterno che scivola oltre i vetri. Ne emerge un senso di solitudine estrema, un bisogno d’amore ossessivo di tutti, persino della vicina pettegola e impicciona dell’uomo, che svela un triste passato. Perfettamente girato, con splendidi attori praticamente esordienti, lei giovanissima e intensa (Rin Takanashi), lui, il vecchio studioso (Tadashi Okuno), per tanti anni ha lavorato solo come comparsa e chissà se lo rivedremo mai in veste di attore. Innamorato della cultura orientale, Kiarostami la fa propria e quasi sparisce tra le pieghe di una storia che è spaccato del Giappone attuale, compresso tra tradizione e modernità. In cui le giovani donne lottano per affermare la propria identità in una società ancora molto maschilista, scivolando nelle trappole tese da una Tokyo tentacolare.

Francesca Bani

Clicca qui per leggere l’intervista a Kiarostami

Lascia un commento