Una mamma imperfetta. Ritratto crossmediale di donna

Le insicurezze, le ansie e le ossessioni di una mamma perfetta: di una donna reale alle prese con la gestione della famiglia, del lavoro, delle amicizie, degli affetti e dei figli. E’ questo il ritratto femminile contemporaneo, reale, vivo e profondo realizzato da Ivan Cotroneo per la serie crossmediale Una mamma imperfetta. Venticinque episodi di otto minuti ciascuno, prodotti da Indigo Film e in onda su Corriere.it e da settembre su Raidue.

I primi cinque, presentati pochi giorni fa al Centro Sperimentale di Cinematografia, sono incentrati su Chiara Guerrieri, interpretata da Lucia Mascino. Una donna e mamma di due figli che racconta i suoi impegni settimanali come una pagina giornaliera di diario, mostrata in prima persona con l’occhio rivolto in camera e attraverso la narrazione di sventure quotidiane. Le sue insicurezze? Prima di tutto l’educazione dei figli (la scuola, le partite a calcetto, i cambi dell’armadio), poi l’ossessione per l’orario e, infine, la disperata approvazione da parte delle persone che la circondano e ancora quel senso di insoddisfazione dato dal confronto con le mamma antagoniste, quelle che Chiara considera perfette.

Girata a Roma in ventinove giorni e in veri interni, la serie offre un maturo e reale ritratto di donna: di un modello femminile, che mostra le rughe, ma mantiene inalterato il senso ironico e la femminilità. E dopo molte serie Web e fiction incentrate su altre figure sociali, arriva finalmente  in rete e in televisione un progetto seriale nato dal bisogno di esplorare nuovi temi e nuclei narrativi proponendo ipotesi di racconto anche sul mutato rapporto genitori/figli.

La crossmedialità è però l’elemento connotante questa serie. Sul web e sul piccolo schermo va in onda un’unica versione, svincolata dai dettami degli specifici linguaggi. E per la prima volta, una testata nazionale, quale Il Corriere della sera, si confronta con il mondo della fiction diventandone distributore e cambiando il rapporto con il lettore e il proprio canale di fruzione per raccontare la realtà da un’altra angolazione.

Alessandra Alfonsi

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