Dopo il trionfo a Cannes, chi distribuirà Salvo in Italia?

Salvo, opera prima di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, vince il Gran Prix de la Semaine de la Critique e il Prix Rivelation della Semaine, la prestigiosa vetrina del Festival di Cannes dedicata alle opere prime e seconde. Premi meritati che arrivano dopo oltre cinque anni di lavoro dei due giovani autori palermitani insieme ai produttori Massimo Cristaldi e Fabrizio Mosca.

Prodotto da Acaba Produzioni e Cristaldi Pictures, in coproduzione con Mact Productions, Cité Films, Arte France Cinema, con la partecipazione di Mimis, Cofinova 9, Mangusta Productions, con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Film Commission Regione Sicilia, Torino Film Lab, con il supporto di Eurimages alla coproduzione e il contributo Media allo Sviluppo… Un’opera d’esordio italiana realizzata alla fine di «un percorso lunghissimo, attraverso 11 diverse fonti di finanziamenti». Italia ma anche tanta Francia. Come per gli altri due film italiani presenti a Cannes: Miele di Valeria Golino, vincitore della Menzione speciale della Giuria Ecumenica; La grande bellezza  di Sorrentino, sorprendentemente rimasto senza premi ma già vincitore al botteghino.

Salvo, che vanta la fotografia di Daniele Ciprì, ha per protagonisti l’attore palestinese Saleh Bakri, l’esordiente Sara Serraiocco e vede nel cast anche Luigi Lo Cascio. Scritta dagli stessi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, la sceneggiatura aveva già vinto una Menzione Speciale al Premio Solinas del 2008, raccontando una storia di mafia, semplice e noir, capace di sconfinare nel poliziesco. Protagonista è appunto Salvo, killer al servizio della mafia, e il suo rapporto con una ragazzina cieca. Vicende non scontate di amore e malavita, inaugurate dagli ormai celebri primi venti minuti del film comprendenti un bell’inseguimento in un cantiere e un lungo piano sequenza nella casa della ragazza.

«Siamo molto felici di condividere questa gioia con le persone che hanno fatto questo film» hanno dichiarato Piazza e Grassadonia in occasione dei riconoscimenti. «E’ un premio che ripaga il lavoro di tutti, dalla produzione alla post- produzione, un grazie a tutti e ai nostri produttori. Ci godiamo questo momento qui a Cannes che ci ripaga di cinque anni davvero duri e – concludono – non vediamo l’ora di tornare a Roma e  abbracciare tutte le persone che con noi hanno realizzato questo film. Dedichiamo la vittoria a la Semaine de la Critique  – concludono i registi– ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino».

Dopo i premi resta ancora aperta, però, la questione distribuzione: già garantita all’estero grazie ad un accordo con Films Distribution, non ha finora trovato alcun interlocutore per l’Italia. Nella stampa estera qualcuno richiama allora alla memoria il caso di Il vento fa il suo giro, film d’esordio di Giorgio Diritti, vincitore nel 2005 di premi in tutto il mondo ma poi rimasto ignorato dagli operatori della distribuzione nostrana. E l’ormai ordinaria domanda: per quale motivo in Italia esiste uno dei più alti numeri di esordienti alla regia (con l’età media più alta, attorno ai 38 anni), però poi il prodotto realizzato non riesce a trovare visibilità?

Valentina Leotta

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