Cha Cha Cha. Un noir per raccontare il nostro presente

Cha cha cha si apre su una seducente Roma che strizza l’occhio nel silenzio di una notte qualsiasi, grande nella sua inestimabile bellezza. Sembrerebbe la visione romantica di una città trionfale nel suo splendore, ma saranno il malaffare, la corruzione e i giochi di potere i soli protagonisti in questo luogo a cui di bello è rimasta solo la facciata. Il film di Marco Risi vuole dare un’immagine attendibile del nostro paese drammaticamente provato, attraverso lo sguardo pulito e fiero di Corso (Luca Argentero), investigatore privato che indaga sulla morte di un ragazzo in seguito a un incidente stradale: la sua missione verrà osteggiata in tutti i modi affinché la verità venga messa a tacere e il male abbia la meglio sul bene. In un accavallarsi di situazioni spesso pericolose, non scenderà mai a compromessi e in lui conviveranno sempre coraggio, onestà e incorruttibilità, quasi fosse un supereroe dei nostri giorni in un mondo in cui tutto è marcio, soprattutto l’insospettabile.

E’ così che una storia noir che trae chiara ispirazione dalla letteratura di Raymond Chandler si mescola con la fantasia, riportandoci alla mente gli archetipi tipici di quando eravamo bambini. Non a caso, molto del valore di quest’opera è dato dai caratteristi che segnano un contrasto evidente per tutta la durata della proiezione; il bello e il brutto, il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato, non c’è solo un modo di vedere la realtà e il punto di vista è sdoppiato in bianco da un lato e nero dall’altro. In un prodotto del genere, oltre alla figura dell’eroe, non poteva mancare il cliché della bella bionda hitchcockiana ritrovata qui nei panni di Michelle (Eva Herzigova), ex attrice dapprima provocante e avvenente e in un secondo momento madre consumata dal dolore e dal senso di colpa.

In uscita il prossimo 20 giugno, Cha Cha Cha è un lavoro ben fatto e ben interpretato, un film in cui vari linguaggi si incastrano a formare un’opera eterogenea e godibile. Come nella commedia all’italiana si rappresentavano i problemi drammatici che in quel periodo affliggevano l’Italia attraverso la satira (erano i tempi in cui si riusciva a sorridere della realtà e da lì ripartire con il desiderio di riscattarsi), oggi il nostro cinema racconta il presente con la chiave di lettura del noir. Del resto non siamo più in vena di risate.

Stefania Scianni

Lascia un commento