Lauda vs Hunt: scontro di titani in Formula 1

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per “il Secolo XIX”

Sull’invito spiccava il profilo di un’affilata macchina di Formula 1, azzurra e bianca, con la scritta 01-Raicinema, sullo sfondo i vetri e i marmi dell’Ara Pacis. Venerdì 28 giugno Paolo Del Brocco, fresco di riconferma alla guida del settore cinema della Rai, ha presentato in pompa magna il listino 2013-2014 della società; e di sicuro “Rush” di Ron Howard, il filmone da 40 milioni di dollari, si offre come uno dei pezzi pregiati della collezione straniera insieme a “The Wolf of Street” di Martin Scorsese e “Venere in pelliccia” di Roman Polanski. Non fosse altro perché, dopo il probabile, anzi quasi certo, pit-stop alla prossima Mostra di Venezia, “Rush” sarà nei cinema italiani già il 19 settembre.
Insomma, il cinema torna a sfrecciare sulle piste da Gran Premio, nel tentativo di rinnovare un genere dalle fortune alterne. Star come James Caan, Paul Newman, James Garner, Steve McQueen, Tom Cruise e Sylvester Stallone si sono cimentati sullo schermo nel guidare quei bolidi che sembrano sempre a un passo dal decollare. Non necessariamente di Formula 1. Alcuni titoli infissi nella memoria degli spettatori? “Linea Rossa 7000”, “Indianapolis, pista infernale”, “Gran Prix”, “Le 24 ore di Le Mans”, “Giorni di tuono”, “Driven”: tutti impegnati a restituire l’adrenalina della gara, i retroscena psicologici, le sfide virili o dissennate, gli interessi industriali in gioco tra marchi e additivi. Del resto anche il ciclo di “Fast & Furious” nasce come una variazione sul tema.

Ma Ron Howard, il cui ultimo film è la spiazzante commedia sentimentale “Il dilemma” del 2011, deve aver pensato che fosse giunto il momento di fare le cose in grande. Anche senza l’aiuto sostanzioso di Hollywood. Infatti i capitali veri serviti per realizzare “Rush” vengono essenzialmente da Regno Unito e Germania, minima la partecipazione americana. Per questo, grazie alla mediazione di Andrea Leone, figlio dello scomparso Sergio, il film di Howard uscirà in Italia distribuito da 01-Raicinema e non dalla Universal come negli States.
“Rush” è un titolo perfetto, anche nel suono onomatopeico, per rendere l’idea della corsa, della velocità. Non risparmiarono infatti benzina Niki Lauda e James Hunt nell’affrontarsi ripetutamente a metà degli anni Settanta. Duellanti di nome e di fatto, sin dalla gavetta in Formula 3, i due piloti erano caratterialmente all’opposto: l’inglese Hunt biondo, estroverso, sciupafemmine, un vitalista sfrenato; l’austriaco Lauda castano, introverso, meticoloso, un razionalista diversamente sfrenato. L’uno targato McLaren, l’altro Ferrari. Sullo schermo avranno le facce dell’australiano Chris Hemsworth, già muscoloso Thor al cinema, e del tedesco-spagnolo Daniel Brülh, già cecchino tedesco in “Bastardi senza gloria”: perfetti, anche sul piano della somiglianza fisica, nei rispettivi ruoli, almeno a vedere le fotografie di scena e i primi trailer messi in rete. Due “guerrieri” a cavallo di destrieri imbizzarriti capaci di correre oltre i 300 all’ora, due concezioni dell’azzardo e del limite, due uomini consapevoli di rischiare la vita sulla pista. «Più vicino ti senti alla morte, più ti senti vivo» teorizza Hunt nel film. «Accetto il fatto: ogni volta che entro nella mia macchina c’è il 20 per cento di possibilità di morire» gli fa eco Lauda.

A chi gli chiede perché un film sulla Formula 1 ambientato tra il 1975 e il 1976, il regista di “Apollo 11” risponde di aver cominciato a pensare al progetto parlando con lo sceneggiatore inglese Peter Morgan, lo stesso del suo “Frost-Nixon- Il duello”. «Ero a colazione con lui. Gli domando: “Che stai scrivendo?”. “Toh, leggi” mi dice. Rimasi affascinato. Mi ritrovai coinvolto in una storia europea così diversa da quelle che il pubblico s’attende da me». La storia, in realtà, è anche squisitamente americana. Lo riconosce lo stesso Howard: «Due uomini in lotta con se stessi e i rispettivi fantasmi per rispondere alla domanda che lega tutto il film: quanto sei disposto a rischiare per raggiungere il tuo obiettivo?»
“Rush” ricostruisce, con ovvie sottolineature sentimentali e qualche licenza di fantasia, la sfida al volante tra i due campioni. La leggendaria rivalità, che più tardi si sarebbe rinnovata tra Ayrton Senna e Alain Prost, raggiunse il culmine nella stagione 1976. Quando Hunt tentò con la McLaren di strappare la corona di campione del mondo a Lauda, a sua volta alla ricerca del bis iridato con la Ferrari. Neanche il catastrofico incidente avvenuto il 1° agosto a Nürburgring durante il Gran Premio di Germania, dal quale Lauda uscì sfigurato e vivo per miracolo, riuscì a fermare il cimento. Appena 42 giorni dopo, l’austriaco tornò al volante in Italia, con un casco modificato in modo da non far sanguinare le ferite poco rimarginate. Arrivò quinto, e poche settimane dopo volò in Giappone, per difendere il primato sul circuito del Fuji sotto una pioggia torrenziale. Troppo pericoloso, anche a causa delle palpebre bruciate: al secondo giro, Lauda rientrò ai box per ritirarsi. Hunt proseguì ed ottenne il piazzamento necessario a vincere il titolo, con un punto soltanto di vantaggio sul ferrarista.

«Volevo che “Rush” fosse il più immediato e onesto possibile. Però se non si vuole perdere il ritmo del racconto e dei dettagli, si devono fare delle concessioni alla fantasia» sostiene il regista che fu Richie Cunningham ai tempi di “Happy Days”. Per la cronaca, molte monoposto sono state ricostruite fedelmente. In altri casi sono state usate quelle dei collezionisti, da loro stessi guidate. Cast misto, con Olivia Wilde e Alexandra Maria Lara a coprire il versante femminile, mentre il nostro Pierfrancesco Favino, ormai di casa a Hollywood, appare nella tuta di Clay Regazzoni. Un favore fatto all’amico regista (o viceversa?).

Michele Anselmi

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Stagione 2013-2014, alcuni degli altri titoli del paniere Rai Cinema: da Amelio a Virzì, da Ozpetek a Mazzacurati fino all’inedita doppietta natalizia Scorsese-Pieraccioni

Forte di un investimento annuale che si aggira sui 50 milioni e di una quota di mercato che si aggira, nei primi sei mesi del 2013 attorno al 16%, Raicinema propone molti titoli e autori per la stagione 2013-2014, spaziando sul fronte dei generi e senza rinunciare ad action-movie come “Escape Plan – Fuga dall’inferno” con Stallone & Schwarzenegger. Molto attesi, alla voce Italia, “Il capitale umano” di Paolo Virzì, “Anni felici” di Daniele Luchetti, “L’intrepido” di Gianni Amelio (in gara a Venezia), “Allacciate le cinture” di Ferzan Ozpetek, “La regina delle nevi” di Carlo Mazzacurati. E a Natale “Un fantastico via vai” di Pieraccioni, transfuga da Medusa, in coppia con l’atteso “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese. Tra le curiosità “La mafia uccide solo d’estate” di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto. Tornerà anche Nanni Moretti, con un film tutto al femminile ancora senza titolo.

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