Identikit: Wolverine. Mutante seduttore che invade lo schermo

Torna con Wolverine – L’immortale, da domani nelle sale italiane, uno dei personaggi più amati dell’universo Marvel, eccone un identikit. Nelle storie a fumetti, il nostro è prima di tutto un Xman. Ovvero un uomo salvato dalla strada ed educato dal professor Xavier, potente telepate nonché filantropo esperto in genetica, che gli ha insegnato a sfruttare unicamente in modo positivo e al servizio dell’umanità, quella stessa che tanto lo teme, i poteri che derivano dal possedere il cosiddetto gene X. Wolverine (letteralmente “orsetto ghiottone”) è solo il nome di battaglia del mutante noto come Logan, il quale, come tanti altri, rappresenta il gradino successivo all’Homo Sapiens: il cosiddetto Homo Sapiens Superior, un vero salto evolutivo della razza umana, che nella mutazione ha trovato la chiave per la sopravvivenza alle sempre più precarie condizioni di vita sul pianeta Terra provocate da un inquinamento in continua crescita.

Fisicamente, Logan non è particolarmente dotato, solo 1 metro e 58 centimetri, in compenso la natura l’ha munito di sensi ipersviluppati (soprattutto l’olfatto) che lo avvicinano molto di più ad una bestia che ad un uomo. Egli inoltre, possiede dalla nascita un fattore rigenerante che lo rende pressoché immortale guarendolo da qualsiasi ferita, anche la più devastante. Come se non bastasse, questa sua innata prestanza fisica lo ha reso appetibile agli occhi dei servizi segreti americani, che lo hanno sottoposto ad invasive operazioni chirurgiche allo scopo di renderlo “il soldato perfetto” per eccellenza: la cosiddetta Arma X. A tal fine, tutto il suo scheletro osseo è stato ricoperto da un metallo indistruttibile, l’adamantio (non cercatelo nella tavola degli elementi poiché esiste solo come espediente narrativo dell’universo Marvel…), con l’aggiunta di tre artigli retrattili per mano, costituiti dallo stesso fantomatico materiale e che fuoriescono in caso di pericolo dalle sue nocche squarciandogli ogni volta i tessuti cutanei.

Il personaggio, molto affascinante di per sé, poiché bello e maledetto, e ritratto per lo più a cavallo di una Harley-Davidson, col sigaro in bocca, ha da sempre riscosso molto successo presso il pubblico di lettori e soprattutto di lettrici, tanto da meritare negli anni passati numerose testate americane di comics ad esso dedicate. La fama di seduttore di Logan ha ammaliato anche Hollywood, tanto che, dopo diversi film dedicati agli Xmen in cui il mutante artigliato era sempre interpretato dall’attore australiano Hugh Jackman (ben più alto del metro e sessanta), Wolvie ha meritato questo secondo spin-off cinematografico dopo il precedente Wolverine: le origini (2009). In questo capitolo, che si presenta già molto suggestivo per l’ambientazione giapponese in cui tutta la vicenda si snoda, si indagherà parecchio sul passato tempestoso di Logan (in vita da più di un secolo) e soprattutto su di una delle sue tante e tormentate storie d’amore.

 Michele Pinto

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