Decalogo per un equo festival di webserie

Forse è opportuno, in questo particolare momento storico e in un paese come il nostro che ha sempre più bisogno di regole e di trasparenza, cercare di fare un po’ di chiarezza in un ambito quale quello dell’intrattenimento su web, da molti visto come ultima isola dei sogni ancora realizzabili. Quasi tutti i settori dell’attività umana infatti rivelano sempre più crepe e sempre più afflizioni derivanti dalla prepotenza del denaro e da chi, con esso, può comprare tutto. Non seguo il campionato di calcio perché ritengo che sia da decenni monopolizzato; è egemonia di chi più possiede e per questo può comprare i giocatori più forti lasciando la classifica invariata per anni. Ho sempre pensato, invece, che l’arte avesse ancora in sé una forza livellatrice. Grazie all’estro e alla fantasia, talvolta, anche chi dispone di pochi capitali riceve consensi di pubblico e di botteghino. Del resto sono sempre più frequenti le volte in cui i film “poveri” ma originali, nei festival, hanno la meglio su costosi e freddi kolossal. Questa forte energia compensatrice avrebbe dovuto essere molto più intensa con l’avvento della democratizzazione del cinema data dal web 2.0, da Youtube, dalle webserie e soprattutto dalla nascita dei festival ad esse dedicati. Bisognerebbe, però, fissare alcune semplici regole che indichino linee guida per chi organizza concorsi (sempre più diffusi) per webserie e che mettano in condizioni di parità tutti i potenziali partecipanti.

1) Gli organizzatori innanzitutto devono conoscere i generi cinematografici se intendono suddividere per sezioni un concorso;
2) Una volta stabilita l’appartenenza di una webfiction ad un determinato genere non la si può modificare per tutta la durata del concorso;
3) Non si può ammettere ad un concorso webserie che esistano solo come trailer o teaser, a meno che il festival in questione non sia dedicato proprio alle presentazioni;
4) Per lo stesso motivo, non si possono premiare webserie di cui esistano solo trailer;
5) Non possono essere ammesse a concorso e né tanto meno premiate le webserie costituite da un solo episodio;
6) Non abusare del ripescaggio finale tra le meno votate se un festival è incentrato sui voti degli internauti;
7) Il giudizio va dato non solo sulla base del pilot ma su più puntate per coglierne l’essenza;
8 ) Le serie low budget non possono gareggiare contro altre finanziate da grossi brand;
9) Gli esiti delle varie fasi di un festival vanno resi consultabili sul sito dello stesso per diverso tempo;
10) Attenersi strettamente all’osservanza di quanto stabilito nel regolamento.

Michele Pinto

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