Free Birds. Un’esplosione a stelle e strisce per i tacchini in fuga

Dal 28 novembre arriva nelle sale Tacchini in fuga. Dai produttori di Shrek, Relativity Media e Reel FX Animation Studios realizzano il primo lungometraggio di computer grafica che vede due tacchini protagonisti e la loro missione in un viaggio a ritroso nel tempo per cambiare gli eventi della storia nonché il proprio futuro.

In una tranquilla fattoria vive un gruppo di tacchini abbandonati al sol pensiero appagante di mangiare mais, incuranti del fatto che il loro padrone punti all’ingrasso per prepararli in tavola nel Giorno del Ringraziamento. Reggie è l’unico tacchino che mal gradisce questi eccessi nutrizionali ed esorta i suoi compagni alla ribellione, ma finiscono solo per emarginarlo. Sicché un giorno, finito nelle simpatie della figlia del Presidente degli Stati Uniti d’America, Reggie viene graziato e da quel momento la sua vita è fatta di ozio e comodità, un sogno americano presto interrotto dall’arrivo di Jake che, accanito, strampalato fondatore e unico membro del Fronte per la liberazione dei tacchini, lo rapisce e lo conduce nella pazza missione contro il destino. S.T.E.V.E.  la macchina del tempo (eco della coscienza di Reggie) conduce i due predestinati eroi nel 1621, prima del Giorno del Ringraziamento. Approdati nel villaggio dei Pellegrini di un avido cacciatore di tacchini, vengono salvati dalla bella Jenny, figlia del Comandante dei Tacchini Ribelli nascosti al confine della foresta. Da qui, ha inizio la lunga avventura per liberare per sempre i tacchini dal menù.

Dalla messa in scena un po’ ingarbugliata e da un finale poco azzeccato, spiccano dei riferimenti forse non proprio casuali. In effetti, l’idea dell’opera è stata quella di rappresentare il senso dell’amicizia e di mettere in risalto la capacità e l’incapacità di organizzarsi ed essere uniti nella lotta per il miglioramento e il benessere di tutti. Da un lato, pertanto, i tacchini del villaggio d’allevamento indifferenti e stupidi, dall’altro i tacchini selvatici che farebbero qualsiasi cosa per difendere il proprio branco. Ma tutto ciò, in un finale che non ci si aspetta, nulla toglie a una possibile allusione al popolo italiano.

A tratti comica, in molti altri scontata, è una commedia per spettatori di tutte l’età o quasi. Già, perché spesso la schiettezza di alcune battute ammiccanti nei dialoghi tra Reggie e Jenny non è proprio alla portata dei bambini. Ancor meno appropriato il lungo frastuono dei combattimenti con esplosioni, fumi, nebbia, scintille, detriti in volo, realizzati da stupefacenti effetti speciali, ma un po’ esagerati per un cartoon troppo “all’america”, tanto da temere l’improvvisa comparsa sullo schermo di Arnold Schwarzenegger dotato di mitra…

Il film è presentato dal debutto nel mercato cinematografico della nuova distribuzione italiana Adler Entertainment, peccato però che di italiano ci siano solo i fondatori, perché nel corposo catalogo delle opere a cui daranno vita, di produzioni nostrane non c’è nemmeno l’ombra, almeno sino al 2014.

Patrizia Miglietta

Comments
One Response to “Free Birds. Un’esplosione a stelle e strisce per i tacchini in fuga”
  1. lukab ha detto:

    il trailer sembra molto divertent, l’ho visto prima al tg1…mi sa vado domani

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