Colpi di fortuna o di maschilismo? Niente donne per De Laurentiis

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per “Lettera 43”

Curiosa scelta, magari vorrà dire qualcosa. Per la prima volta, da quando impasta i suoi cine-panettoni natalizi (il primo risale al 1984), il produttore Aurelio De Laurentiis compone un manifesto-locandina tutto al maschile. Niente fanciulle più o meno discinte, via le Belén, le Ferilli, le Canalis, le Hunziker, le Yespica, eccetera. Tutti maschi, a coppie, per nulla omosex si intende, per i tre episodi previsti da “Colpi di fortuna”, nelle sale il 19 dicembre. Il film dovrà misurarsi con i due concorrenti comici di fine anno: “Indovina chi viene a Natale?” di Fausto Brizzi, targato Medusa, e “Un fantastico via vai” di Leonardo Pieraccioni, targato Raicinema.

Divisi da un enorme corno portafortuna con sommità a forma di Babbo Natale, ecco Christian De Sica & Francesco Mandelli, Lillo & Greg, Luca & Paolo. Strillo di lancio: «Quest’anno a Natale la sfiga va in vacanza», gridano all’unisono cinque dei sei nel trailer. «Forse…», raffredda il luciferino Mandelli. L’ammucchiata comica squisitamente maschile, per quanto inedita se raffrontata ai manifesti di Brizzi e Pieraccioni, non deve sorprendere più di tanto. Il fumantino patron del Napoli, un po’ sottobotta per gli exploit di Checco Zalone e alla disperata ricerca di un trionfo sotto l’albero dopo il calo progressivo delle sue creature natalizie (le ultime due si sono fermate attorno ai 10 milioni di euro), lo teorizza da tempo. Alla sua maniera pure colorita, per usare un eufemismo.

Se per Silvio Berlusconi la cancelliera tedesca Angela Merkel è notoriamente «una culona inscopabile», per De Laurentiis le attrici italiane, anche le belle, quando fanno le comiche al cinema sono percepite dagli spettatori paganti come «non trombabili». Disse proprio così – «non trombabili» – martedì 2 luglio scorso, sulla terrazza Gustavino di Riccione, mentre il sole tramontava e si chiacchierava di cinema all’interno delle Giornate estive del cinema organizzate dall’Anica. Generale fu lo stupore della platea di fronte alla “boutade”. Trasecolarono la giornalista Piera Detassis che pilotava l’incontro e l’attrice Geppi Cucchiari. E perfino i collaboratori fidati presenti quel giorno: il regista Neri Parenti, Lillo & Greg, Luca & Paolo e Francesco Mandelli. Un po’ sorpreso dalla reazione raggelata del pubblico, De Laurentiis provò a buttarla sul sorriso: «Ma che avete capito? Per me le donne sono tutte trombabili». La toppa fu peggio del buco.

Non che il concetto sia nuovo, il produttore napoletano l’ha ribadito varie volte in privato, a spiegare la natura meditata dei suoi cast intergenerazionali, quasi tutti al maschile, con qualche presenza femminile a far da contorno sexy o spassoso. Chi lo conosce bene per averci lavorato, suggerisce: «De Laurentiis a volte si comporta come un personaggio dei suoi film. Cerca la battuta a effetto, non si accorge delle gaffe che fa, rischia di diventare pericoloso, inaffidabile». Ma sarà proprio così?
In effetti “Colpi di fortuna”, scaramanticamente, estremizza il concetto a partire proprio dal manifesto, che diventa l’espressione concreta di una scelta “narrativa”, anche “estetica”: per De Laurentiis si ride solo con i comici maschi. Brizzi non la pensa così, infatti la locandina di “Indovina chi viene a Natale?”, ripercorre strade consuete, da cine-strenna natalizia: con le quattro coppie al centro dell’intreccio corale, e cioè Bisio & Gerini, Abatantuono & Finocchiaro, Bova & Capotondi, Buccirosso & Porcaro. Mentre Pieraccioni, alla sua prova del nove dopo il divorzio da Medusa, lancia sul manifesto le esordienti Marianna De Martino e Chiara Mastelli, col rinforzo della veterana Serena Autieri.

Del resto, a scorrere la trama dei singoli episodi, si capisce meglio la natura tutta maschile di “Colpi di fortuna”. Christian De Sica è un imprenditore tessile di successo, ma terribilmente superstizioso e terrorizzato dai porta-iella. Deve concludere un affare importante con la Mongolia, così gli viene indicato un giovane e bravo traduttore, Francesco Mandelli, che però, sin dall’aspetto, si rivela un minaccioso menagramo. Lillo, ex ballerino di prima fila di Raffaella Carrà, fa l’ insegnante di danza in una casa di riposo di lusso. Ha moglie e quattro figli, le difficoltà economiche non mancano, ma un’imprevista eredità lo mette a confronto con un fratello pazzoide, Greg, che non sapeva di avere. Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu lavorano infine in una compagnia di crociere al porto di Napoli. Sono genovesi e il loro sogno è di avere una barca tutta loro. Nessuna femmina in vista, nel trailer compare solo una turista bionda in hot-pants che bacia Greg. Più che uomini sembrano cartoni animati.

Michele Anselmi

Lascia un commento