American Hustle. L’apparenza non inganna, è tutto

La scena di apertura di American Hustle di David O. Russell è una geniale dichiarazione d’intenti che racchiude, da sola, gran parte del significato del film: l’inganno è di fronte agli occhi dello spettatore, ed è tanto complesso quanto sfacciatamente esibito, proprio come l’elaborato riporto con il quale il personaggio interpretato da Christian Bale tenta di mascherare la propria calvizie.

Irving Rosenfeld è, infatti, un piccolo ma scaltro imbroglione che, nella New Jersey degli anni Settanta, sbarca il lunario assieme alla socia-amante Sydney Prosser; una vita dagli equilibri precari, definitivamente sconvolta quando un giovane e ambizioso agente federale – il Richie DiMaso interpretato da Bradley Cooper – lo costringe a prendere parte ad una rischiosa operazione dell’FBI, orchestrata per incastrare l’irreprensibile sindaco Carmine Polito (Jeremy Renner).

È questa la trama dell’ultimo lavoro di Russell, al quale la Eagle Pictures, che nel nostro Paese distribuisce dal primo gennaio, aggiunge un inesatto “L’apparenza inganna”. L’apparenza è, invece, tutto nel bel film del regista americano: costumi e trucco non servono tanto a nascondere le identità dei protagonisti, che pur debbono destreggiarsi tra identità fittizie e raggiri d’ogni sorta, ma ne rivelano, al contrario, le essenze più profonde; il nude look sfacciatamente esibito da Amy Adams non sottolinea solamente l’ambizione del personaggio da lei (magistralmente) interpretato, ma ne mette letteralmente a nudo l’anima, tratteggiando la figura di una truffatrice tanto determinata quanto, nonostante tutto, disperatamente sincera.

La sceneggiatura è una geometrica parabola sui rischi e sulle conseguenze dell’umana ambizione, tanto brillante da potersi permettere di rinunciare a sensazionalistici colpi di scena per trovare, nei toni della commedia, un coinvolgente divertissement che il pubblico in sala non mancherà di apprezzare, per di più avvalorato da un cast in stato di grazia, nel quale è doveroso citare la sboccata e bambinesca cafona portata sulla scena da una portentosa Jennifer Lawrence.

Marco Moraschinelli 

Lascia un commento