Un boss in salotto. Anno nuovo, commedia nuova

“Anno nuovo, commedia nuova”. Così il produttore Riccardo Tozzi ha presentato Un boss in salotto di Luca Miniero, uscito il 1° gennaio nelle sale italiane, distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, con l’intento di offrire al pubblico un nuovo tipo di commedia: più familiare e meno volgare.

Del tutto assente il turpiloquio, elemento quasi identitario del cinepanettone, Un boss in salotto mostra le disavventure di una famiglia perfetta del Nord, formata da Paola Cortellesi, Luca Argentero e dai loro adorabili figli, sconvolta dall’arrivo di Ciro, un camorrista “pasticcione”, interpretato da Rocco Papaleo, che sceglie di scontare gli arresti domiciliari nella casa di sua sorella Carmela. E con il suo arrivo la famiglia – in particolare, i figli – imparerà dallo zio, eruditosi con la lettura di Il manuale del perfetto camorrista, come fare la “muntagnella” per preparare un buon caffè, come vendicarsi dei nemici con la famosa testa di cavallo (sostituita qui da quella di un gatto), come parlare un perfetto napoletano e come apprezzare “‘a pastiera”.

Un boss in salotto è anche un nuovo episodio nella filmografia di Luca Miniero, regista di pellicole record di incassi, come Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, sui conflitti storici tra Settentrione e Meridione. In questa nuova fatica, introdotta da una citazione di Massimo Troisi “Si dice sempre di cambiare Napoli…ma non Milano, Bergamo o Aosta?” , Miniero ironizza soprattutto sui meridionali, che dimenticano le loro origini per adeguarsi ad un nuovo ambiente. E da questo punto di vista, il suo bersaglio principale è Carmela che, giunta al Nord, ha assunto un nuovo nome, quello di Cristina, uno nuovo stile di vita e un nuovo dialetto, epurato da qualsiasi inflessione napoletana.

E’, infine, anche un nuovo episodio delle sue commedie territoriali, perché con questa pellicola Luca Miniero, un pò in controtendenza con i registi che hanno affrontato il medesimo tema, vuole “sfatare” un altro luogo comune e far ridere della camorra. Ciro, infatti, è sì un camorrista pasticcione, ma anche un personaggio più umano e genuino rispetto a quello di sua sorella Carmela/Cristina.

Alessandra Alfonsi

Lascia un commento