The Wolf of Wall Street, l’ascesa e il crollo

Mi chiamo Jordan Belfort. L’anno in cui ho compiuto 26 anni ho guadagnato 49 milioni di dollari, cosa che mi ha fatto incazzare, perché ne mancavano solo tre e avrei ottenuto una media di un milione a settimana.” Con queste parole, Leonardo Di Caprio comincia a raccontare l’impressionante ascesa e la conseguente caduta di Jordan Belfort, broker newyorkese che, assettato di soldi e successo, conduce una vita di eccessi truffando milioni di investitori nella Wall Street di fine anni Ottanta.

Jordan è quello che potremmo definire un gangster moderno il quale, invece di usare la pistola per minacciare le sue vittime, sfrutta le loro debolezze per soddisfare la sua avidità e accumulare ricchezza. Questo dovrebbe quanto meno irritare lo spettatore, eppure finisce per generare simpatia, anziché rabbia. Senz’altro è per merito del suo carisma, della sua vivace intelligenza e della sua spiccata autoironia: si tratta, soprattutto, di un personaggio vero, nel bene e nel male, descritto nella sua realtà e interpretato con altrettanta lealtà.Tutto ciò lo rende estremamente attraente, ancor più nella fantastica interpretazione che Leonardo Di Caprio offre ad uno spettatore che non può far altro che esserne attratto, con gli occhi puntati sullo schermo.

Di lui l’attore dice: “La cosa affascinante di Jordan è l’assoluta onestà sul suo comportamento sregolato. Non ha omesso nulla e non ha cercato di difendersi. Non voleva scusarsi della sua passione per la ricchezza e per le dipendenze folli, questo dava vita a un personaggio affascinante. E ,alla fine, aver dovuto pagare un prezzo per tutto questo la rende una storia meravigliosa”. Anche Martin Scorsese non tradisce questa smania di veridicità rispetto all’autobiografia, mantenendo fede alla storia e, allo stesso tempo, descrivendo l’eccesso in tutte le sue eccezioni, non solo soldi, donne, auto, cocaina, ma anche colori, linguaggio e ritmo vanno a dare ancora più valore a una storia che, già di per sé, lascia poco spazio all’immaginazione.

Ancora una volta il regista americano si caratterizza per la capacità di dar vita a un genere tutto suo in cui verità, sarcasmo e ironia si fondono in un mix perfetto tutto da gustare. Degna di nota è anche l’interpretazione di Jonah Hill nei panni di Donnie Azoff, braccio destro di Belfort e suo socio in affari, forse il personaggio più comico di tutta la sceneggiatura. Dark Comedy per eccellenza, The Wolf of Wall Street racconta una storia così com’è e lo fa con sincerità e senza giudicare.

 Stefania Scianni

Lascia un commento