Il mistero di Dante. Il viaggio esoterico di Louis Nero

Non si è perso in una selva oscura Louis Nero e, nel mezzo del cammin della sua vita artistica, ha realizzato un’opera interessante e divulgativa. Un’indagine investigativa che rivisita ed esplora la Divina Commedia in base ad un nuovo livello, quello esoterico, e mostra il Sommo Poeta appartenente al gruppo iniziatico fiorentino dei Fedeli d’Amore. Il mistero di Dante ha inizio da un’esplorazione condotta dallo stesso regista che, nel doppio ruolo di narratore e personaggio-protagonista, ripercorre, in un tunnel nero e sotterraneo, il viaggio immaginario di Dante verso la conoscenza di Dio, per poi affidarsi alle guide di eruditi, esperti, registi e studiosi, quali Gabriele La Porta, Silvano Agosti e Franco Zeffirelli, che rivelano l’ineffabile.

Girato come un documentario tradizionale, il film, in uscita nelle sale italiane il prossimo 14 febbraio, è costruito in forma chiasmica, riprendendo in questo modo la struttura del Paradiso, la cantica maggiormente oggetto di analisi, per cui le rivelazioni si manifestano attraverso  interviste a mezzo busto che si intrecciano tra loro. E, come lo stesso regista ha precisato in conferenza stampa, Il mistero di Dante è per metà fiction e metà documentario senza essere necessariamente una docu-fiction. Tuttavia, proprio la parte centrale rappresentata dalle interviste, intervallate da immagini stilizzate che riproducono i passi più significativi delle tre cantiche, il proemio, l’incontro con Virgilio e Beatrice,  è di notevole livello qualitativo, così come l’accompagnamento musicale.

Rispetto alle altre opere cinematografiche di Louis Nero, sempre ricche di riferimenti filosofici e letterari, Il mistero di Dante è un racconto ben strutturato, lineare e maggiormente appetibile ad un vasto pubblico. Del resto, come lo stesso regista ha ammesso, è un’opera destinata alle scuole per far conoscere la Divina Commedia oltre il lato simbolico e letterario. Dante è così “letto” e rivisto attraverso le analisi e gli studi del Valli sul linguaggio segreto usato dai Fedeli d’Amore, attraverso testi arabi e di altre religioni: analisi che si sostituiscono a quelle tradizionali e accademiche di tipo letterario e linguistico di Francesco De Sanctis, Benedetto Croce e Pietro Bembo. E benché manchi, come ha sottolineato in conferenza Gabriele La Porta, la figura di Cunizza da Romano, donna di poca morale, collocata tuttavia da Dante nel IX canto del Paradiso tra le anime beate per la sua forza di amare, quest’opera è una glorificazione dell’amore,  inteso,  rivolto e proiettato all’approfondimento dello scibile, il Dio di Dante.

Alessandra Alfonsi

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