The Lego Movie. Attenti alle istruzioni!

Costruzioni. Questo è il nome più comune usato per riferirsi ai Lego. Perché è proprio questa la maggiore caratteristica dei famosi mattoncini danesi: la possibilità di costruire tutto, con il solo limite di fantasia e pezzi a disposizione. Eppure, spesso, questa stessa fantasia viene limitata da un nemico che i Lego hanno già al loro interno: le istruzioni. L’inventiva si scontra con la volontà di riproporre la figura presente sulla scatola, soprattutto quando rimanda ad altre colonne della nostra immaginazione come Harry Potter, Star Wars o Indiana Jones. E allora la possibilità di costruire si cristallizza. Ed il castello, una volta costruito, viene messo in alto e lasciato lì, negando a tutti la possibilità di giocarci.

Perché questa introduzione? Perché è di questo che parla The Lego Movie: Phil Lord e Christopher Miller non dirigono un film in stile Lego, ma un film sui Lego. Si racconta la storia di Emmet, uomo onesto e comune, che viene per errore considerato il prescelto che salverà il mondo. Un mondo, quello dei Lego, minacciato dal Presidente Business, il quale vorrebbe che tutti rispettassero le istruzioni oltre a sognare, attraverso una potente arma, di “congelare” il mondo. Ad accompagnare Emmet nella sua battaglia contro Business ci saranno i Costruttori, un nutrito gruppo di persone in grado di vedere le infinite possibilità che i mattoncini offrono.

In un ottica commerciale The Lego Movie era il grande assente. Da semplici marchi presenti all’interno di film per adolescenti, come la Mattel in Ritorno al futuro, i giocattoli sono diventati il cuore di molte pellicole di oggi: da Toy Story a Ralph Spaccatutto, inoltre, dimostrano di funzionare per niente male al cinema. E dopo che si è riuscito in progetti praticamente infilmabili come Battle Ship era tempo che i mitici mattoncini avessero il loro momento. Anche per le ragioni già indicate, il risultato è ottimo, riuscendo a restituire il vero senso del gioco, inscatolando il tutto con una storia che sembra quasi una versione di Matrix per bambini con ottime scene d’azione e una ricca presenza di personaggi celebri.

Marco Scali

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