Una donna per amica. La guerra dei sessi secondo Veronesi

Possono uomo e donna essere davvero amici? Oppure uno dei due è inevitabilmente destinato a soffrire in silenzio per l’amore non ricambiato? Giovanni Veronesi prova a rispondere all’eterna domanda sul rapporto tra i sessi in una commedia italiana che, certo, non si può dire brilli per originalità.

Protagonisti Francesco (Fabio De Luigi) e Claudia (Laetitia Casta): lui è un avvocato sulla quarantina, lei una giovane e attraente veterinaria che piomba in casa del suo migliore amico quando vuole, fa la doccia da lui e gli confida i suoi pensieri più intimi. La loro sembra essere un’amicizia a prova di bomba finché un giorno Claudia non conosce Giovanni (Adriano Giannini), e decide su due piedi di sposarlo. Intanto Francesco si avvicina alla collega consigliere Lia (Valentina Lodovini), con la quale nascerà un’intensa relazione. Quando stanno per andare a vivere insieme, però, Claudia si rifugia nuovamente tra le braccia di Francesco – il suo matrimonio sta andando a rotoli – complicando così il loro rapporto e mettendo in discussione la loro amicizia.

Prodotto da Domenico Procacci e distribuito dalla Warner Bros., Una donna per amica è un’ulteriore conferma della sfortunata direzione presa dalla maggior parte delle commedie made in Italy: quella della demenzialità e della risata “facile” (si fa per dire), ingredienti di una sceneggiatura banale in cui alle evidenti lacune del plot, qui firmato dallo stesso Veronesi insieme ad Ugo Chiti, si aggiungono personaggi iper-stereotipati e dunque poco credibili. De Luigi, per quanto possa sempre contare sulla sua innata simpatia, resta intrappolato nei panni del “buono” per eccellenza, simpatico ma impacciato (un ruolo già ampiamente visitato nel corso della sua carriera – si pensi al personaggio di Andrea in Com’è bello far l’amore, firmato da Brizzi nel 2012). La Casta tenta invano di recitare la parte dell’amica sensuale ma inconsapevole di esserlo – un compito reso difficile dallo stesso copione: che dire della sua performance danzereccia su un tavolo, in cui armata di solo body e minigonna striminzita volteggia di fronte alle guardie forestali urlanti?

E i personaggi di contorno non se la cavano meglio, con una confusa ed inedita Valeria Solarino nelle vesti della sorellastra ex-drogata, la comicità cabarettistica (normalmente divertente ma qui fuori luogo, o forse no) di Geppi Cucciari, condannata per aver evirato il compagno traditore, e la Lodovini che sfoggia una recitazione scarsa, in alcuni momenti quasi televisiva. Unica a salvarsi è Virginia Raffaele, che diverte nel ruolo di una surfista esuberante dalla parlantina velocissima e incomprensibile.

Una donna per amica uscirà domani nelle sale in ben 400 copie. Resta solo da vedere quale sarà l’accoglienza da parte del pubblico italiano, un elemento su cui – data la generale involuzione del gusto cui stiamo assistendo –  sembra lecito non avere troppi dubbi.

Ilaria Tabet

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