Prossima fermata Fruitvale Station. Le ultime ore di Oscar Grant

Vincitore del Premio della Giuria e del Premio del Pubblico all’ultima edizione del Sundance Film Festival, Prossima fermata Fruitvale Station è l’opera prima del giovane cineasta Ryan Coogler: un film-tributo per raccontare la storia delle ultime ore di vita del ventiduenne Oscar Grant, ucciso da un ufficiale di polizia nel corso di un fermo la notte del Capodanno 2009. Ad aprire la narrazione sono proprio le immagini – scioccanti – dell’omicidio avvenuto alla stazione Fruitvale Station della metro di San Francisco, ripreso dai tanti cellulari dei passeggeri che, attoniti, assistettero impotenti al pestaggio e all’omicidio del ragazzo inerme.

Sul medesimo senso di frustrazione e impotenza, il regista costruisce una pellicola dal forte impatto emotivo  – esemplare, in questo senso, la scelta di iniziare e chiudere il film con le immagini dei veri protagonisti della vicenda – raccontando l’ultimo giorno della vita di Oscar, attraverso i gesti d’umanissimo affetto che il ragazzo ebbe nei confronti dei suoi famigliari: dalla figlia Tatiana alla fidanzata  Sophina, passando per la madre Wanda.

Poco importa che la sceneggiatura scelga un percorso di totale santificazione del suo protagonista per suscitare pietà e (necessaria) indignazione nello spettatore: i pregi principali del film si trovano nel talento registico di Coogler e nelle efficaci interpretazioni di un magnifico cast di attori: se il primo, è, infatti, capace di  lasciar emergere dall’assordante musica del ghetto il desiderio di normalità di un giovane uomo che cercava un riscatto dagli errori del passato (Grant aveva dei precedenti per spaccio), Michael B. Jordar, Melonie Diaz e Octavia Spencer recitano in maniera tanto intensa quanto, allo stesso tempo, elegantemente misurata. Sconvolgente e, proprio per questo, da non perdere.

Marco Moraschinelli

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