Lo stato della follia: le verità nascoste sugli ospedali psichiatrici giudiziari

In Italia esistono 6 OPG, cioè ospedali psichiatrici giudiziari, comunemente noti come manicomi criminali. A Montelupo Fiorentino, Aversa, Napoli, Reggio Emilia, Barcellona Pozzo di Gotto e Castiglione delle Stiviere (l’unico che incarcera anche donne). All’interno vi sono rinchiuse circa 1500 persone. Istituzioni rimaste sostanzialmente estranee e impermeabili alla cultura psichiatrica riformata: il meccanismo di internamento non è stato interessato dalla legge del 1978 che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici.

Nel novembre del 2010 Francesco Cordio viene invitato a realizzare dalla “Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale” del Senato un breve documento video sullo stato degli OPG.
Il documentario che ne deriva, Lo stato della follia, ci accompagna in realtà disumane, nelle quali le persone – fin dagli inizi del secolo scorso – sono relegate. Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in uno degli ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, come veri e propri blitz, in questi luoghi dimenticati da tutti.
Internati abbrutiti dal trattamento farmacologico, dalle stanze di isolamento e dai letti di contenzione. Costretti in strutture fatiscenti e privati dei più elementari diritti costituzionali: quello alla salute, alla cura, alla vita. Per la prima volta gli uomini chiusi là dentro hanno avuto l’opportunità di gridare al mondo esterno il loro stato, il loro disagio, quello umano prima ancora di quello psichico.

Il primo impatto – dice Cordio – è stato devastante: celle piccole e sporche, servizi igienici rotti, puzza di piscio ovunque. Gli internati, liberi per i corridoi, ci sono apparsi decisamente innocui, nonostante gli avvertimenti della polizia penitenziaria e dei NAS al seguito della Commissione. Alla vista delle telecamere hanno cominciato a venirci incontro, alcuni raccontandoci la loro storia, altri chiedendo aiuto, altri ancora, imbottiti di farmaci, si limitavano ad osservarci con sguardo supplichevole dal fondo dei loro letti sudici. Avvertivo la necessità di fare ore di riprese, corridoio per corridoio, cella per cella, internato per internato. Già, tecnicamente si chiamano internati, e dovrebbero essere tutti ‘matti’. Ma allora perché la maggior parte di queste persone stava ragionando e argomentando in modo coerente e sensato? Gli internati in fondo ci hanno fatto male. Non con le mani, ma con le loro storie”.
Una commissione parlamentare d’inchiesta decide dunque di far luce sullo stato degli OPG e dopo aver accertato la situazione di abbandono, degrado e mancanza di cura degli internati fa finalmente approvare una legge che ne prevede la chiusura.

Lo stato della follia
è un esame endoscopico nei meandri mai esplorati del corpo della Repubblica Italiana. Una Tac al sistema Sanitario, gravemente ammalato di una malattia da sempre ignorata. Un viaggio surreale e terribile in una realtà parallela. Una dimensione che ci scorre accanto senza che ne siamo coscienti. Letti in ferro con un foro al centro per gli escrementi, cinghie, muri cadenti che trasudano acqua e muffa, abbandono e sporcizia. Racconti che fanno orrore.
“Che democrazia è questa?”, dice uno degli internati, arriva dall’Algeria ma sua madre è siciliana. “La differenza tra un paese in guerra e l’Italia? È che qui ti uccidono piano piano”.
“Ero stato destinato al reparto dei cosiddetti provvisori ma non avevo realizzato che lì provvisorio poteva significare un quarto di secolo o l’uscita con i piedi in avanti…” racconta Luigi Rigoni, l’attore ex internato. “Il nostro padre spirituale si chiamava don Agnello Lugubre, non è uno scherzo, si chiamava proprio così”.
“È giunta l’ora di andare. Io a morire. Voi a vivere. Cosa sia meglio solo Iddio lo sa” scrive su un muro Roberto citando L’apologia di Socrate di Platone. “Caro Socrate,” aggiunge “tu sapevi di non sapere. Io non so perché mi stanno facendo morire in carcere”.

Nonostante la legge 9/2012 disponga la chiusura degli OPG e finanziamenti speciali per la realizzazione di nuove strutture e l’assunzione di personale, il decreto per l’utilizzo delle risorse da parte delle regioni è stato emanato solo il 7 febbraio 2013. Il termine ultimo per la chiusura degli OPG è stato quindi prorogato al 31 marzo 2014. La conferenza delle regioni nel gennaio 2014 ha poi chiesto una ulteriore proroga al 1 aprile 2017. La voce di Daniele Silvestri scorre sui titoli di coda e trasmette brividi.

Il film è in programmazione alle 20.30 dal 23 al 26 Marzo al Nuovo Cinema Aquila di Roma (Informazioni sulle proiezioni in programma nelle altre città d’Italia sul sito: www.lostato dellafollia-ilfilm.it).

Francesca Bani

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