Song ‘e Napule. I Manetti “ci mettono il cuore”

In una Napoli da “gomorra movie”, multietnica e neomelodica, i Manetti Bros. ambientano la loro nuova (e diversa) commedia di tipo poliziesco: un film che riscatta il genere musicale, omaggiato e mescolato ad altre culture partenopee. Presentato fuori concorso all’ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, in uscita il prossimo 17 aprile distribuito da Microcinema, Song ‘è Napule racconta e descrive una certa cultura neomelodica attraverso le vicende investigative di Paco Stillo, un neopoliziotto infiltrato nella band di Lollo Love, cantante molto popolare, anche nell’ambiente della malavita.

Rispetto ad altri lavori dei Manetti, questo segna un bel passo in avanti: si tratta, infatti, di un ottimo titolo, ben girato, ben confezionato e finalizzato ad approfondire molti aspetti culturali con un racconto lineare e poco avvezzo a voli pindarici. Prima di tutto il neomelodico, che a Napoli è un vero e proprio fenomeno culturale, importante quanto l’hip hop in alcuni stati americani: da qui la scelta di mostrare molte performance musicali trasformando la pellicola quasi in un musical. Poi la stessa immagine di Napoli, capace di conservare la sua bellezza, vivacità, autenticità e unicità anche nella sua parte centrale: nei vicoli popolari e popolosi dei Quartieri Spagnoli come nella sofisticata via dei Mille. I due fratelli registi hanno voluto valorizzare proprio il cuore della città, girando molte scene nella sua parte centrale, come in passato avevano fatto Nanny Loy ed Ettore Scola. Questo film, nato da un’idea di Giampaolo Morelli (straordinario nei panni di Lollo Love), apre così ad una nuova fase cinematografica per i i registi romani, più matura e più attinente alla realtà sociale, che speriamo di vedere confermata dalla prossima mossa.

Alessandra Alfonsi

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