In Nomine Satan. Un horror incerto, ma pieno di passione

Dopo alcune prove d’attore e diversi cortometraggi da regista, Emanuele Cerman esordisce nel lungometraggio con In nomine Satan, da domani nelle sale, pellicola sul fenomeno delle sette sataniche che prende spunto da uno dei fatti di cronaca italiana più efferati, quello delle cosiddette Bestie di Satana. La stretta cronaca, però, è solo uno spunto iniziale velocemente abbandonato nel tentativo di far emergere nuove considerazioni esulanti da quelle scaturite dal punto di vista mediatico, che si limita a distinguere, senza porre alcun dubbio.

È questa una scelta che allontana il progetto di Cerman dalle sue origini: inizialmente, infatti, il film aveva un altro titolo, una destinazione televisiva oltreché un regista diverso, Stefano Calvagna. Ma la pre-produzione ha cambiato la fisionomia generale e l’idea dell’uscita in sala sembrava più attraente. Momentaneamente occupato, Calvagna ha trovato un sostituto in Emanuele Cerman a soli dieci giorni dall’inizio delle riprese, un lasso di tempo breve che ha permesso al nuovo venuto soltanto di rimettere sommariamente mano alla sceneggiatura e di scegliere gli attori per i ruoli ancora liberi.

Senza dubbio, l’intervento di Cerman, amante degli studi antroposofici, ha dato al film una natura più onirica: si pensi a quei momenti che esulano dalla realtà e che hanno permesso al regista di mostrare una differente angolazione. Il risultato finale è un lavoro molto imperfetto, soprattutto in scrittura, ma pieno di passione. Girato in condizioni estreme e in solo dieci giorni (consecutivi), In Nomine Satan, dopo una partecipazione al RIFF 2012, ha atteso più di un anno prima di essere distribuito a causa di problemi economici che hanno ritardato la cura, da parte degli autori, del montaggio e della post produzione.

Marco Scali

Lascia un commento