Principessa Mononoke. La possibilità di una condivisione

Torna nelle sale grazie alla preziosa distribuzione della Lucky Red Principessa Mononoke. Appuntamento dunque dall’8 al 15 maggio per rivedere la storia epica di cavalieri, principesse e forze della natura, in lotta per la sopravvivenza, che conquistò gli spettatori giapponesi nell’estate del 1997.

Giappone, periodo Muromachi. Il Paese è ancora selvaggio, coperto di foreste, ma il progresso tecnologico comincia a turbare l’equilibrio ecologico. L’ordine gerarchico che regna da millenni inizia a crollare. Nel nord dell’Arcipelago vive una tribù pacifica, quella degli Emishi, il cui futuro capo è il giovane principe Ashitaka. Un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia attacca il suo villaggio. Ashitaka lo uccide ma resta ferito ad un braccio e colpito da una maledizione mortale. La grande sacerdotessa del villaggio gli consiglia allora di partire verso Ovest dove può trovare il modo di neutralizzare l’incantesimo. Durante il suo viaggio Ashitaka incontra Jiko, un avido bonzo. Questi gli rivela l’esistenza di una foresta in cui vive un Dio-Bestia, creatura mitica che regna sul mondo animale e vegetale, dotata di poteri soprannaturali. Ashitaka arriva al villaggio dei Tatara, una comunità di fabbri, guidata con pugno di ferro da Madame Eboshi. Trincerata nella sua fortezza, Madame Eboshi accoglie gli ammalati, le donne perdute e i contadini senza terra, per difenderli dai clan vicini. Ma Madame Eboshi è odiata da San, una ragazza selvatica allevata dai lupi, che ritiene i Tatara responsabili della distruzione della foresta per alimentare le fucine ed estendere il loro dominio. È soprannominata Principessa Mononoke, “la principessa degli spettri”. Una sera San si introduce nel villaggio per uccidere Madame Eboshi, ma Ashitaka glielo impedisce. Gravemente ferito, lascia i Tatara per riportare la principessa svenuta nel folto della foresta. Lì incontra il Dio-Bestia e un gigantesco combattimento ha inizio tra le forze del bene e quelle del male. Riuscirà Ashitaka a salvare la principessa e a riportare la pace tra uomini, animali e dei?

Ci vollero più di tre anni per realizzarlo, 144.000 disegni fatti a mano e pochissime immagini generate al computer per dar vita ad una pellicola innovativa e visionaria. Scritto e diretto da Hayao Miyazaki, Principessa Mononoke, contiene tutti i temi cari al geniale autore a partire dal tentativo di uomini e donne di vivere in armonia tra loro e con lo spirito della natura. Acquarelli di una bellezza mozzafiato, personaggi profondamente commoventi e descrizioni del mondo naturale evocative, la storia prende vita superando i tradizionali limiti del cinema di animazione. Abitanti di antiche località che cercano di mantenere il loro stile di vita, esseri umani che tentano di sopravvivere in luoghi selvaggi, il conflitto tra ambiente e progresso, la maestosità del mondo animale, la possibilità per bene e male di convivere in uno stesso individuo e soprattutto la potenza esercitata dai miti sull’immaginazione e sulla nostra mente. Miyazaki riesce a combinare il duro realismo e le sequenze d’azione dell’epica samurai, una protagonista femminile forte, impegnata a combattere per ciò in cui crede, e un viaggio mistico attraverso la mitologia animista, creando un mondo affascinante e originale. Da vedere e rivedere.

Francesca Bani

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