Grace di Monaco: Principessa-Attrice solo per i figli

Controverso, polemico, ma regale, elegante e materno. Grace di Monaco, inevitabile film d’apertura del Festival di Cannes, è il biopic di Oliver Dahan – nelle sale da ieri, giovedì 15 maggio –  su Grace Kelly, l’attrice hollywoodiana amata da Hitchcock e Principessa di Monaco. Una biografia, tuttavia, non gradita e non riconosciuta dalla famiglia Grimaldi, che, stando alle dichiarazioni ufficiali, ha deciso di boicottare la pellicola.

Stilisticamente però il film è perfetto: primi e primissimi piani sul volto triste e corrugato dalle lacrime di Grace, fotografia dai colori aurei, performance, soprattutto della Kidman, impeccabile per una storia dal sapore dolce-amaro, che mostra la falsa favola, leit-motiv di molte teste coronate, di una Principessa triste e infelice. Ambientato nel’56, durante la crisi tra il Principato di Monaco e la Francia del Generale De Gaulle, intenzionato ad annettersi il piccolo regno monegasco, il film di Oliver Dahan, già noto per La Vie en Rose, biopic sulla vita di un’altra donna, Edith Piaf, mostra un anno di vita di Grace Kelly, che solo per amore dei figli e per la sua ferrea fede cattolica decide di “abdicare” definitivamente il regno hollywoodiano in favore del Principato.

Ricontattata, infatti, da Hitchcock, deus ex machina della sua vita, artistica e reale, che la vuole per Marnie, Grace è costretta dalla crisi internazionale a rifiutare e a calarsi invece nel ruolo più difficile di madre devota, moglie fedele e leader compassionevole. E dopo aver disobbedito più volte al protocollo e infranto le regole delle dame europee, che “non dicono quello che pensano”, non partecipano alle discussioni politiche e rimangono in silenzio, lei, da buona americana, materna e non algida, riesce a realizzare il suo sogno. Saper interpretare il ruolo di Principessa di Monaco, ma solo per un pubblico ristretto e amato: i propri figli.

Alessandra Alfonsi

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