Morte a Venezia, un volume illumina il confronto Mann/Visconti

Come indicato dall’inequivocabile titolo, Morte a Venezia. Thomas Mann/Luchino Visconti: un confronto, il nuovo volume edito da Rubbettino si concentra sul rapporto tra pagina manniania e immagine viscontiana. Così come negli altri titoli della collana Corpo a corpo, i saggi che compongono il libro disegnano un quadro variegato e ricco di particolari, in grado di mettere a fuoco affinità e divergenze mediante un approccio multidisciplinare: al lavoro sui due testi si avvicendano germanisti e filosofi, storici del cinema e musicologi.

Tredici punti di vista e altrettante angolazioni di ripresa per un lavoro che, senza incorrere nello sterile gioco critico della fedeltà, illumina la difficile negoziazione alla base di ogni adattamento: ad interessare gli autori, difatti, non è il quanto o il come la versione cinematografica riesca a rendere il mondo letterario, ma l’offerta di un campo d’analisi differenziato su un rapporto tanto complesso e ricco di sfumature. A cura di Francesco Bono, Luigi Cimmino e Giorgio Pangaro, il volume alterna dunque contributi sempre stimolanti, all’insegna di un crossover disciplinare che sa tenere desto l’interesse del lettore; una notazione particolare va ai saggi di Antonio Caroccia, Alessandro Clericuzio e Henry Bacon.

I nessi tra la novella di Mann, pubblicata nel 1912, e il film di Visconti, uscito nel 1971, mettono in gioco un’intera epoca e un particolare modo di sentire il mondo, atmosfere e odori, la musica di Gustav Mahler e la prosa di Marcel Proust, finendo con l’accordarsi su uno stesso tema. Quello del sostanziale conflitto tra arte e vita: «Gustav von Aschenbach, scrittore, artista quindi, incarna la lotta interiore – lotta che non può avere termine – tra l’ascetica morale borghese e le mai definitivamente domabili pulsioni del profondo». Come accade soltanto dopo la lettura di un testo valido, Morte a Venezia. Thomas Mann/Luchino Visconti: un confronto spinge ad avvicinarsi nuovamente ai due oggetti di analisi, ad una seconda lettura/visione. Da avere.

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