Maleficent. Vesti nuove per La bella addormentata

Hollywood continua a sfruttare le fiabe della nostra infanzia. La voce fuori campo lo annuncia da subito: siamo alle prese con una versione della storia molto diversa da quella che tutti conosciamo. Il cinema è un mondo che accontenta ogni gusto e i remake delle storie animate della fanciullezza, oggi più che mai, vedono una rilettura dal vivo sul grande schermo. Più che un adattamento della fiaba di Perrault o del lungometraggio animato Disney, Maleficent rivela la storia mai raccontata di una grande fata cattiva (Angelina Jolie) che proprio cattiva non è. Delusione d’amore ed ali strappate le tolsero il buon umore.

Il primo atto è del tutto originale, perfettamente credibile. Assistere alla trasformazione della dolce Malefica in demone è un vero piacere. Anche quando la storia seguita le orme originali, tra fiaba e cartoon Disney, il film è in grado di coinvolgere lo spettatore. Nessuna paura però; Maleficent si avvale degli elementi principali di La bella addormentata (il battesimo, lo scorrere del tempo, il drago… ). Il rapporto che si instaura tra Malefica e Aurora è trattato senza precedenti offrendo momenti di tenerezza profonda fino al gran finale. La fiaba è così reinventata da come ci è stata narrata nel tempo, offrendo un’interessante rilettura del percorso emotivo della fata vendicativa. Se, a volte, la trascrizione fedele al cartone animato (vedi la scena del battesimo, proposta in maniera identica) ha la meglio, spesso, alcuni aspetti vengono totalmente stravolti sì da perdersi tra fedeltà e originalità. La sceneggiatura di Linda Woolverton esplora angoli occulti tra luce ed ombra. Un proposito che appare chiaramente sullo schermo in termini di fotografia dei personaggi, quelli che rappresentano il male in special modo.

Discreta la messa in scena e la regia di Robert Stromberg. Il regista garantisce una realizzazione efficace e dinamica, pur soffrendo di un ritmo che lascia poco spazio alla regolarità. Certe sequenze, anche ben architettate, soffrono nel prosieguo di una narrazione lenta di laborioso montaggio destinata a perdersi su se stessa. Per quanto riguarda il casting, tutti sono al top, Angelina Jolie in primo luogo: l’attrice convince nelle vesti di Malefica, in tutte le fasi percorse dal suo personaggio. Nel ruolo d’Aurora, Elle Fanning (sorella di Dakota) porta leggerezza e uno spirito naïf, qualità che si addicono alla giovane principessa. Maleficent è un intrattenimento riuscito che soffre di problematiche di tono e ritmo. E uno script dispersivo assemblato ad un racconto messo in scena privo di respiro infondono seri dubbi a fine pellicola. Date le innumerevoli lacune, il film rimane quel che è: un blockbuster per famiglie, adatto a un pubblico di bocca buona.

Chiara Roggino

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