Per i genovesi Pivio e Aldo De Scalzi magica doppietta di premi (grazie a Napoli)

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per il Secolo XIX

Doppietta magica per i genovesi Pivio e Aldo De Scalzi, che non sono fratelli, Pivio infatti di cognome fa Pischiutta, anche se il Tg1 continua a ritenerli tali, pure dopo congrua precisazione in diretta tv. Martedì 10 giugno i due hanno conquistato il David di Donatello per la migliore colonna sonora; il giovedì seguente hanno fatto il bis ai Globi d’oro, i cine-premi patrocinati dalla Stampa estera. Dodici gli allori conferiti a Palazzo Farnese, a partire dal Globo d’oro per il miglior film andato di nuovo a “Il capitale umano” di Virzì. Loro, Pivio e Aldo De Scalzi, 57 anni il primo e 58 il secondo, sono saliti di nuovo insieme sul podio per la musica di “Song’e Napule”, bizzarra commedia musicale dei Manetti Bros in bilico tra poliziettesco anni Settanta e parodia dolce nei “neo-melodici”.

La coppia si formò nel 1991, quando esordì col disco “Maccaia”, l’afa estiva che ieri si respirava non solo a Genova ma anche a Roma. Il caso ha voluto che proprio mentre il discusso imprenditore Massimo Ferrero, in arte “Viperetta”, si presentava come nuovo partron della Samp, Pivio e Aldo De Scalzi discutevano nella capitale col regista Antonello De Leo delle musiche di un nuovo film, “Le frise ignoranti”, prodotto dallo stesso Ferrero. Coincidenze. «Peraltro fu proprio Aldo, insieme al suo vero fratello Vittorio, a comporre l’inno della Samp, ormai tanti anni fa» rievoca il barbuto Pivio. Il quale, più loquace del collega in ditta e ancora sorpreso dal doppio trionfo, scandisce al “Secolo XIX”: «Davvero non riesco ancora a crederci. Ai David avevamo avversari di tutto rispetto, colleghi che hanno musicato “La grande bellezza” o “Il capitale umano”. Noi portavamo un piccolo film indipendente, fatto in economia, una commedia scanzonata, un po’ irriverente che giocava coi generi. Meglio così, no?».

Il sodalizio coi Manetti viene da lontano: tra film, serie tv e digressioni varie, sono circa trenta i corredi musicali composti per i due fratelli romani che si divertono a praticare i generi, dall’horror alla fantascienza passando per l’action poliziesca riveduta e corretta, come la nuova serie di “Rex” o quella sull’ispettore Coliandro.

Ingaggiati nel tempo da autori come Ozpetek, Monteleone, Risi, Patierno, Martinelli, D’Alatri, Genovese e tanti altri, Pivio e Aldo De Scalzi hanno firmato oltre 70 colonne sonore: la prima, “Il bagno turco”, proprio per Ozpetek, valse loro un Globo d’oro nel 1997, poi sono venute cinque candidature ai David, una decina ai Nastri. “Song’e Napule” in fondo suggella un sodalizio e insieme conferma un’idea: un certo gusto per la trasversalità, anche artigianale, fatta in casa, frullando allegramente rap, musica sinfonica, heavy metal, electro, in questo caso il funky anni Settanta alla maniera di Franco Micalizzi. Se chiedi loro di fare un nome, nel senso di un ispiratore, citano a sorpresa il francese Alexandre Desplat, ormai una potenza a Hollywood. «Sì, in questo momento è il nostro preferito, passa da “Godzilla” a “Grand Budapest Hotel” con soave eleganza, mai legato a un mood che si ripete». Lo dicono all’unisono, ricordando un attimo dopo, a mo’ di tormentone, che non sono fratelli. «È un karma che ci portiamo dietro, un mantra da ribadire».

Michele Anselmi

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