The Dark Side of the Sun: vivere a pieno la vita, nonostante la malattia

L’estate è alle porte e con lei il momento tanto atteso: le vacanze! C’è chi andrà al mare, chi in montagna, chi in giro per il mondo. Ma c’è anche chi quest’anno compirà un viaggio eccezionale a Camp Sundown, un campo estivo costruito su misura dei bambini di tutto il mondo affetti da una rara malattia, lo Xeroderma Pigmentosum (XP), costretti a fuggire per tutta la vita dai raggi del sole e spesso anche dall’illuminazione artificiale. La loro pelle, infatti, non è in grado di proteggerli dai raggi ultravioletti, per cui qualsiasi esposizione, seppur minima, può comportare conseguenze letali.

La loro è letteralmente un’esistenza al contrario: mentre tutti dormono, loro vivono. È su questo principio che è nato Camp Sundown, un inno alla vita che non si ferma neanche di fronte a una malattia tanto inficiante. Desideri, paure, speranze e sogni messi insieme attraverso un contatto diretto con i bambini durato tre anni da cui è nato The Dark Side of the Sun, documentario realizzato non con l’intento di impietosire, ma di portare lo spettatore a conoscere un’altra faccia della realtà attraverso il supporto dell’immaginazione. Da qui la scelta di intervallare le scene con sequenze animate in cui i protagonisti sono gli stessi piccoli ospiti di Camp Sundown, che in un percorso narrativo fantastico affrontano, ognuno a proprio modo, la dura lotta contro il nemico.

I giochi di luce sono fondamentali in questo commovente spaccato di vita per l’evidente necessità di girare senza luci che emettessero raggi ultravioletti e sviluppando sistemi luminosi a LED con zero emissioni di raggi UV. La luce è, per l’appunto, il filo conduttore di tutta la narrazione, dai giochi luminosi realizzati appositamente per i bambini di Camp Sundown alle lanterne volanti, dalle ninfee giganti alle candele decorative entrate in toto nell’universo visivo del film.
Un po’ carente dal punto di vista puramente documentaristico, ma di contro un film ricco di colori, seppur nel buio della notte, che mostra la determinazione di queste famiglie nel voler condurre una vita il più possibile normale senza la necessità, talvolta, di molte parole.

Stefania Scianni

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